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Data: 11/07/2012
Testata giornalistica: Il Centro
«Il capo sono io». Ma la Lega è con Bobo

MILANO «Il capo sono io». Quando sembravano archiviate le risse tra correnti grazie alla nuova pax maroniana, ecco il “siluro” di Umberto Bossi ad agitare le acque della Lega. Maroni non si lascia sfiorare dalla questione, affidando ai suoi luogotententi la risposta, salvo postare sul suo profilo di Facebook poche righe sulla legge elettorale, con le quali ricorda che il partito «è in forte ripresa di consenso rispetto all’epoca degli scandali» e che ora si lavora «bene e con grande intensità. Nuova squadra, facce pulite: avanti così, decisi e convinti». Messaggio chiaro, anche se indiretto. E che non lascia spazio a speculazioni di chi, come tuona Roberto Calderoli, sta mettendo in atto «un tentativo fin troppo evidente di fermarci», creando «una frattura tra Bossi e Maroni», e quindi nel Carroccio. Tecniche da «illusionisti» che usano «tutte balle», aggiunge. Anche perchè, come fanno notare in Transatlantico, le parole del Senatùr, pubblicate ieri ma raccolte nei giorni scorsi, sono state «superate dagli eventi». Anzi, si ragiona tra i lùmbard, proprio per «rispetto» al vecchio capo bisognerebbe evitare di trascinarlo a fare «il capocorrente di una corrente minoritaria». Il Bossi-pensiero ha spaziato da un possibile riavvicinamento con Berlusconi («sarebbe un buon segnale, ma è ancora troppo presto» e poi dipende dalla «legge elettorale») al futuro di Formigoni («resta fino al 2013»), passando per il rimpianto di «non essere più segretario». Nonostante la distanza di Maroni, a scanso di equivoci, arrivano a raffica le puntualizzazioni di tutto il nuovo gotha del Carroccio, che stroncano ogni tentativo di rompere la ritrovata armonia. Il messaggio è chiaro: le decisioni le ha prese il congresso, la Lega ha dato il via al suo nuovo corso, e soprattutto chi detta la linea ora è solo e soltanto Bobo Maroni.

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