“Tutte le Regioni stanno affrontando il nodo della ridefinizione dei compiti di programmazione, regolamentazione e controllo sui servizi pubblici locali, anche per evitare di vedersi commissariate dal governo su una materia tanto delicata e complessa”, lo ha dichiarato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola dopo il confronto sulla privatizzazione dei servizi pubblici locali, convocato dal presidente del consiglio regionale, Onofrio Introna, con il presidente della Regione, Nichi Vendola, gli assessori alle opere pubbliche, all’ambiente e ai trasporti, i capigruppo regionali e i presidenti delle commissioni permanenti ambiente e sviluppo economico.
“In questo quadro – ha aggiunto il governatore – la Regione Puglia è la sola che abbia reagito contro i provvedimenti legislativi, firmati dal ministro Tremonti, che spingono alla privatizzazione di servizi e che hanno attinenza con i diritti fondamentali dei cittadini”.
“Rammento che il Parlamento, purtroppo a larga maggioranza, ha confermato l’orientamento alla privatizzazione anche nella conversione delle norme del decreto Salvaitalia del governo Monti. Quindi oggi – ha spiegato Vendola – il nostro obiettivo è quello di irrobustire, al massimo grado, il potere del pubblico in settori come il trasporto pubblico e il ciclo dei rifiuti. Ho ricordato a Palese che l’idrico per noi è argomento tabù, tanto più in presenza di una concessione dello Stato all’Acquedotto Pugliese che mette al riparo la Regione dalla violenza privatizzatrice, almeno fino al 2018. Ho ribadito che non intendiamo affatto promuovere una moltiplicazione delle Authority, sempre per replicare a chi aveva fantasiosamente evocato la nascita di possibili carrozzoni. Ho sottolineato che questa iniziativa legislativa non può che essere materia tipica del Consiglio regionale, dove è essenziale valorizzare lo spirito di collaborazione tra le forze politiche. Ho anche ribadito come la stessa scelta di istituire un’unica Authority di nomina consiliare (proposta niente affatto scontata) sia il maggiore tra i riconoscimenti del valore pubblico e ‘collettivo’ dei servizi di cui parliamo. Per questo il mio ruolo è stato, in questa vicenda, quello di chi stimola il confronto e prova ad indicare i punti di equilibrio. Fin qui parliamo della iniziativa legislativa regionale in materia di governo dei servizi pubblici di interesse economico”.