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Pescara, 15/06/2026
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Data: 13/07/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Corruzione, perquisizioni a Fontana. Il capo della struttura di missione e due consulenti indagati per aver favorito la società nell’ambito della ricostruzione

L’AQUILA Fontana indagato per corruzione. A gennaio le dimissioni tattiche, poi ritirate. Giorni fa nuovi rumors di una sua uscita di scena. Ufficiosamente sull’onda dei malumori ingenerati dal testo della nuova legge per L’Aquila. Ieri l’ultimo atto, la richiesta di rendicontazione ai Comuni da presentarsi all’Ucr (Ufficio coordinamento ricostruzione) entro il 31 luglio per i tre anni 2009, 2010 e 2011. Impresa titanica. Ma quella di mercoledì scorso, per l’architetto Gaetano Fontana, 63 anni, attuale direttore dell’Ufficio coordinamento della ricostruzione (Ucr), già capo della struttura di missione della ricostruzione e braccio destro del commissario e presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, è stata senza dubbio una delle giornate più difficili. IL BLITZ. I poliziotti della squadra Mobile di Pescara coordinati dal dirigente Pierfrancesco Muriana, su impulso del pm dell’Aquila Antonietta Picardi titolare dell’inchiesta Ecosfera su appalti e mazzette, hanno effettuato un blitz congiunto tra Roma, L’Aquila e Corropoli. Perquisizioni nelle case, negli uffici e negli studi professionali di tre indagati. Con Fontana ci sono dentro anche il suo stretto collaboratore Enrico Nigris e l’architetto di Corropoli (Teramo) Marco D’Annuntiis. L’inchiesta principale, che in una prima fase ha pure visto indagato lo stesso Fontana per un’ipotesi di reato più grave, quella dell’associazione per delinquere, ha partorito un filone secondario. La Procura dell’Aquila vuole scandagliare i rapporti tra l’uomo della ricostruzione e i due consulenti per vedere se c’è del marcio negli incarichi e nei progetti per la ricostruzione post-terremoto. Per questo motivo, presenti i tre indagati, sono stati visitati gli uffici di Fontana all’Aquila e a Roma (la sede istituzionale di palazzo Silone e il distaccamento nella capitale della struttura di missione) oltre alla sua abitazione, a quella di Nigris e infine lo studio professionale di D’Annuntiis a Corropoli. Prelevata una copiosa mole di documentazione bancaria e contabile (comprese svariate agende) oltre ad alcuni computer il cui contenuto è messo in questi giorni ai raggi X da parte degli investigatori. LE IPOTESI. La tesi accusatoria mira a dimostrare che Ecosfera, il colosso numero 1 della consulenza aziendale, si è infilata anche nella ricostruzione con lo stesso metodo seguito per la gestione dei progetti europei transitati attraverso la Regione. Ha lavorato in cambio di favori, denaro o altre utilità. In sostanza, Fontana e Nigris, amici di vecchia data, quest’ultimo già presidente e amministratore delegato di Ecosfera e oggi dirigente dell’ufficio coordinamento della ricostruzione, hanno favorito lo sbarco degli uomini legati alla società. Avrebbero spianato la strada a Ecosfera facendola partecipare all’elaborazione di parte dei documenti relativi ai piani di ricostruzione, attività dalla quale la società avrebbe tratto un vantaggio di carattere economico. In quest’attività s’inserisce il ruolo dell’architetto D’Annuntiis, che è anche docente universitario a Camerino, e che ha lavorato, tra l’altro, ai piani di ricostruzione di Barete, Barisciano e Ocre. GLI SVILUPPI. L’inchiesta è in una fase embrionale, ma dal vaso di Pandora della società Ecosfera potrebbero venir fuori, nei prossimi giorni, ulteriori sviluppi con altri filoni d’indagine e altri indagati eccellenti.

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