ALTRI SEI AUTISTI di bus, con contratto a tempo determinato, non saranno riconfermati da Amt. Altrettanti giovani conducenti erano stati mandati a casa poco prima di Natale allo scadere dei canonici trenta mesi di prova. Salirà, così, a 12 il numero degli autisti "licenziati" su un centinaio di giovani assunti, circa tre anni fa, con contratto ex formazione lavoro per guidare i bus Amt.
Paradossalmente, la seconda tranche di imminenti "licenziamenti"è stata comunicata ieri dall'amministratore delegato di Amt, Hubert Guyot, ai sindacati che gli chiedevano conto dei primi sei contratti non riconfermati. Guyot si è limitato a dire che «dell'argomento si riparlerà tra qualche mese», ma subito dopo ha aggiunto che tra marzo e settembre prossimi non saranno prorogati altri sei contratti in scadenza. Le ragioni sono diverse: si va dall'eccesso di incidenti alla scarsa disciplina dei lavoratori, dai troppi giorni di malattia accumulati sino alla palese incapacità di guidare un autobus.
«Dodici autisti licenziati su cento, sono una quota decisamente alta - osservano i sindacati - Evidentemente qualcosa non funziona nei meccanismi di selezione: invece di proporre dei banali test, l'azienda dovrebbe decidersi a sottoporre gli aspiranti autisti a un vero e proprio esame di guida». Quello di ieri è solo l'ultimo fronte di scontro, dopo i tagli al servizio e gli autisti - una quarantina al giorno - posti quotidianamente in ferie forzate perché i turni da coprire sono di molto inferiore al personale disponibile. «Il ripianamento del debito di Amt penalizza pesantemente i dipendenti e gli utenti», scrivono a chiare lettere in un comunicato congiunto Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil-Trasporti e Faisa-Cisal. Sulla riorganizzazione del servizio portata avanti con determinazione dai manager di Transdev, il gruppo francese che ha rilevato dal Comune il 41 per cento di Amt, si prospetta un durissimo braccio di ferro tra azienda e sindacati. Non si escludono scioperi se Amt non aumenterà i turni di guida e non varerà corsi di aggiornamento, «in orario di lavoro e in tutti gli impianti», per ridurre il ricorso alle ferie forzate. Per vigilare sul rispetto di tali condizioni, le organizzazioni sindacali hanno costituito speciali commissioni cui fanno capo "ispettori" inviati sul territorio.
Più difficile da sciogliere il nodo dei sei autisti licenziati cui, a breve, se ne aggiungeranno altri sei. Per legge, l'azienda ha la piena facoltà di non confermare i dipendenti a termine che giudica non adatti per vari motivi. I sindacati, però, contestano i criteri di esclusione che sarebbero particolarmente discutibili in alcuni casi. Spiccano, ad esempio, le storie di un ragazzo e una ragazza che, dopo aver vinto il concorso per autista Amt con contratto di trenta mesi, pur essendo provvisti di apposita patente, sarebbero risultati tanto incapaci di guidare un autobus da convincere l'azienda a destinarli ad altre mansioni. Ausiliario del traffico, a multare le soste selvagge nelle fermate dei bus, il primo; impiegata, la seconda. Saranno licenziati perché, appunto, poco abili alla guida. Ma allora perché sono stati "riconvertiti" con tanto di corso di formazione? Mistero.
Esemplare è anche la vicenda di un terzo autista che rischia il licenziamento per un banale infortunio sul campo da pallone. Un infortunio senza alcuna conseguenza: una semplice testata subita in seguito a un contatto con un avversario durante una partita tra amici. Per precauzione, il dipendente Amt era andato al pronto soccorso. L'esame radiografico era stato negativo. Ma, com'è prassi, i medici avevano scritto sul referto "commozione cerebrale". Da allora nessun medico ha più certificato l'idoneità alla guida del giovane, nonostante tutti gli esami, compresa una Tac, avessero sempre dato esito negativo. L'autista ha fatto ricorso al centro medico specializzato di Roma cui spetta l'ultima parola sulle questioni più controverse.
I sindacati, intanto, hanno richiesto un incontro urgente coi vertici di Ami e Amt, riuniti allo stesso tavolo, per la ricollocazione del personale non più idoneo alla guida. In base all'accordo del 5 maggio 2004, firmato dal sindaco Giuseppe Pericu, infatti, chi non può più guidare un bus deve essere utilizzato in altri ruoli se possibile nella stessa Amt o, in alternativa, all'interno di Ami.