Per la ricerca accorpamenti e più legami con l’Università
ROMA I sindaci hanno scelto la piazza. E martedì 24 luglio si troveranno di fronte al Senato, dove è in corso la conversione del decreto, per protestare con tutta la loro forza contro la spending review. E’ questa la decisione presa dall’Anci, l’Associazione dei Comuni italiani, e annunciata dal presidente Graziano Delrio. «La sforbiciata data dalla spending review ai Comuni, pari per il 2012 a 500 milioni a soli quattro mesi dalla chiusura dei bilanci ha detto è un’operazione fatta sulla carne viva degli enti locali». Se i Comuni rilanciano e chiedono di lavorare sui costi standard e non sulla decurtazione ulteriore dei trasferimenti, sul piede di guerra sono gli enti di ricerca: quelli vigilati dal Miur (ministero dell’istruzione) sono dodici e hanno avuto ieri un incontro con il ministro Francesco Profumo. I saldi, ha detto loro, resteranno invariati. Ma il governo non è contrario a che il Senato rimoduli i risparmi tra l’uno e l’altro ente, tutt’altro. Quel che Profumo ha annunciato è una vera e propria riforma complessiva della ricerca italiana, più europea e efficiente. Basterà a convincere istituti di eccellenza come l’Infn, che ha attivamente partecipato alla ricerca sul bosone di Higgs ottenendo clamorosi risultati? «Con questi tagli stiamo mettendo le basi per una catastrofe ha detto Ferroni entrando il Senato rimuova i tagli». Altrettanto drammatico il grido d’allarme lanciato da Giovanni Lelli, commissario dell’Enea dovrà rinunciare a 2,6 milioni nel 2012 e 6,5 nel 2013: «Tutti dobbiamo contribuire all’uscita dalla crisi come tutti gli organi del corpo sono importanti per tenerlo in forma ma forse in caso di crisi due occhi sono più importanti di due dita». Anche Lelli, dunque, spera «che governo e parlamento ci ripensino». Ma il sentiero, a saldi invariati, è molto stretto.
Il ministro Profumo ha proposto agli enti di ricerca di fare prima un’ampia ricognizione. Troppo frammentato il sistema italiano, è necessario confrontarsi con le esperienze di eccellenza in Germania, Francia e Regno Unito. «Dopo questa fotografia del settore ha aggiunto andremo a confrontarci» considerato che oggi l’Italia dà alla Ue 15 miliardi per l’agricoltura ma ne riceve solo 10 per la ricerca. Ridurre il numero degli enti, accorpare, attivare il legame con le università, sfruttare le sinergie e spingere sui bandi europei. C’è l’ultima tranche del settimo programma quadro lanciata dalla Ue pochi giorni fa con 10 miliardi e altri 80 miliardi del prossimo bando Horizon 20-20-20 per il periodo 2014-2020. Si profila una trasformazione radicale per la quale il ministro intende rendere sistematico e istituzionale il confronto.
La spending review ha tempi molto stretti. I Comuni tuttavia chiedono al governo «un drastico cambio di rotta». «La nostra spending review - afferma Guido Castelli, responsabile della finanza locale dell’Anci è quella basata sui costi standard». Chiedono di arrivare agli stessi risultati con strumenti diversi: per esempio, ha proposto Delrio, con contratti nazionali che consentano di ottenere rapporti più vantaggiosi con le banche, con le assicurazioni. «Al momento ha concluso Delrio ci pare che verranno effettuati altri tagli lineari che incideranno sul 23% della spesa corrente dei Comuni».
E’ simile il ragionamento delle Regioni che hanno avuto un nuovo incontro, a livello tecnico, con lo staff di Bondi focalizzato soprattutto su sanità e trasporto. Nuovi incontri sono in programma per lunedì e martedì. Intanto i tecnici del servizio Bilancio del Senato mettono in dubbio l’efficacia dei tagli nel pubblico impiego perché potrebbero «nei prossimi anni rendere difficile soddisfare i fabbisogni minimi di funzionamento delle amministrazioni». Rischi anche dai tagli alle Province. E oggi a Bologna è previsto il summit delle dieci province metropolitane per valutare la rivoluzione che li attende.