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Pescara, 17/06/2026
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14/07/2012
La Repubblica
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Spending review - Treni , spending review letale «Il trasporto locale a rischio» Quest'anno 40 milioni in meno, l'anno prossimo altri 50 Minervini: «Toccherà sopprimere le tratte» |
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IL 60 per cento dei pendolari pugliesi rischia di non salire più a bordo di uno dei treni del trasporto pubblico locale che collegano Foggia, Bari, Lecce e Taranto. La ragione, semplice quanto drammatica, è che quegli stessi treni saranno rottamati. Non ci sono più quattrini sufficienti perché possano continuare a correre sui binari sotto l'ala protettrice di Trenitalia. A fare squillare l'ennesimo campanello d'allarme è l'assessore regionale ai Trasporti Guglielmo Minervini. Nel giorno in cui celebra il successo tecnologico delle Fal insieme con il presidente delle Appulolucane, Matteo Colamussi. Da Roma fa eco al tenace Minervini, il governatore Nichi Vendola: «Quello sulla spending review poteva chiamarsi decreto ammazza-Italia. Se non lo cambieranno molti italiani non potranno curarsiei pendolari non potranno viaggiare». Sanità e trasporti sono due facce della stessa medaglia, colpita dalla "revisione della spesa" orchestrata dal governo Monti. «Un governo» rincara la dose Vendola «che, come un chirurgo, per estrarre le metastasi incide il cuore del paziente e fa male al suo organismo». Minervini fa i conti: alla Puglia, tra settembre e la fine dell'anno, lungo il fronte del "Tpl", il trasporto pubblico locale, saranno cancellati finanziamenti per 40 milioni di euro; nel 2013 la somma dei sacrifici economici salirà a 50 milioni di euro. «Cifre che mettono il sistema in ginocchio. Né potremo tappare la falla con l'aumento dei biglietti. Questi convogli sono usati nella stragrande maggioranza dei casi da studenti e lavoratori, a cui non posso imporre un ritocco della tariffa del 300 per cento». Sì, insomma, non basterà nemmeno chissà quale stangata per rimettere in pistai convogli ferroviari.A meno che non sia la stessa Regione a mettere mano al portafoglio per coprire il mancato gettito. Minervini non ha incertezze: «Arriverà il momento in cui dovremo sederci attorno a un tavolo per rispondere a una domanda. Quale? Come assicuriamo i fondi necessari al Tpl?». Il ragionamento è da ultima spiaggia. Già ci aveva provato un paio di anni fa il ministro dell'Economia Giulio Tremonti a dare la spallata ai vagoni dei pendolari, ma non ci riuscì per le barricate tirate su in mezza Italia, Puglia compresa. Come stanno le cose, insiste il titolare dei Trasporti, «spero che nei prossimi giorni i partiti intervengano in Parlamento e il governo ascolti le amministrazioni regionali. Il presidio dei diritti di cittadinanza, e tra questi rientra il trasporto pubblico, è una precondizione della crescita che non può essere falcidiata senza procurare lacerazioni sociali. Perché i tagli sono una cosa, lo smantellamento dei servizi un'altra».
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