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Data: 14/07/2012
Testata giornalistica: Il Tempo
Passera avanti come un treno sulla Tav. Rassicurazioni Per il ministro nessun dubbio: l’opera è confermata, anche dalla Francia

Ma da Bruxelles spiegano che i finanziamenti principali devono arrivare dai Paesi coinvolti

Il progetto della Torino-Lione è «totalmente confermato da parte nostra e in maniera piena da parte del governo francese». È il caso di dirlo. Il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera entra come un treno nella discussione sul futuro della Tav. «Non c’è in nessuna delle loro ipotesi - spiega riferendosi alla posizione altalenante del governo di Parigi - una modifica a piani approvati. Eventuali dubbi riguardano solo progetti non definiti. La Torino-Lione è un progetto sancito dagli accordi internazionali, e quindi è confermato e va avanti come da programma». Sarà, ma la sicurezza del ministro italiano non sembra la stessa dei cugini d’Oltralpe che, dopo aver smentito le notizie riguardo l’intenzione di bloccare l’opera, continuano ad inviare messaggi ambigui. Secondo il portavoce del ministero dei Trasporti francese, infatti, i due Paesi «hanno messo la loro parola e ritornare su questa parola è fuori discussione». Ciò nonostante, prosegue, ora serve «un nuovo accordo che tenga conto dei finanziamenti disponibili, in particolare europei». Ma è proprio da Bruxelles che, un po’ a sorpresa, arriva una sorta di frenata. Anche se sarebbe meglio definirlo un tentativo di scaricare altrove le responsabilità della realizzazione dell’opera. A parlare è il commissario Ue ai trasporti Siim Kallas: «La Commissione ha un ruolo limitato in quanto la Tav è un progetto di Italia e Francia da cui devono quindi venire i finanziamenti principali». «È stato considerato un progetto prioritario dell’Ue - sottilinea - ma ora aspettiamo considerazioni concrete in merito alla sua realizzazione, dopo le perplessità emerse da Parigi. Bruxelles può quindi modificare le sue politiche in merito alla Tav, ma il suo futuro resta principalmente nelle mani di Italia e Francia». Anche perché è difficile, se non addirittura impossibile, che l’Unione riesca a reperire fondi in un momento di crisi come quello attuale: «Se gli Stati membri ci danno soldi bene, altrimenti non possiamo considerare risorse che non abbiamo». Insomma, nonostante l’ottimismo di Passera, i dubbi attorno alla possibilità di vedere conclusa la linea Torino-Lione restano. Anche se il vicepresidente della Commissione Ue Antonio Tajani bolla come «un errore» l’eventuale stop alle reti transeuropee. «Le infratrutture - ribadisce - significano lavoro, investimenti e competitività. Credo si debba andare avanti a maggior ragione in un periodo in cui si stanno mettendo in campo i project bond». Nel frattempo non si placano le polemiche italiane. «Evitiamo le strumentalizzazioni. Piuttosto andiamo avanti nell’opera» afferma il governatore del Piemonte, Roberto Cota, mentre il leader dei Verdi, Angelo Bonelli invita il governo a riconoscere di avere sbagliato e il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, accusa il ministro Passera «di difendere gli interessi dei costruttori e non quelli del Paese». Esulta, ovviamente, il popolo No-Tav. «Gli argomenti su cui discutono oggi in Francia sono gli stessi che noi sosteniamo da anni per manifestare la nostra contrarietà all’opera», sottolinea Guido Fissore, consigliere comunale a Villar Focchiardo (Torino), uno dei 46 indagati all’udienza preliminare per gli scontri fra No Tav e forze dell’ordine in Valle di Susa dell’estate 2011. Sarà, ma proprio dalla Francia arriva in serata una doccia fredda per i No-Tav. In una lettera al Commissario straordinario del governo italiano per la Tav Mario Virano, Louis Besson (presidente della commissione intergovernativa italo-francese per la realizzazione della Torino-Lione), scirve che sull’opera «la sola dichiarazione ufficiale delle nuove autorità francesi da ritenere è quella del Presidente della Repubblica, Francois Hollande, del 22 giugno scorso a Roma». Una dichiarazione «estremamente incoraggiante, soprattutto in quanto completata dall’annuncio del vertice bilaterale italo-francese previsto a Lione entro la fine dell’anno» con il dossier Tav «come tema centrale». A Parigi quindi, nessuno pensa di tornare indietro. E Virano commenta soddisfatto: «Besson ha colto l’uso strumentale che veniva fatto in Italia di una notizia giornalistica di dubbio fondamento che l’ha spinto a chiarire in modo puntuale le ragioni per cui la Torino-Lione non è a rischio. Questo è tanto più signficativo conoscendo il ruolo e la vicinanza di Besson nell’entourage tecnico dell’Elise. Le sue parole mi confortano nel giudizio che avevo dato ieri (giovedì ndr) che si trattava di una tempesta in un bicchier d’acqua».

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