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Data: 16/01/2007
Testata giornalistica: Il Sole 24 ore.com
Servizi locali, intesa vicina. Lanzillotta-Rifondazione verso un compromesso sulle gare

Roma. Passa per i tre emendamenti dell'Anci approvati dalla Conferenza unificata Stato-Regioni-città l'8 novembre scorso la possibilità di fare domani, nella riunione del Governo con i capigruppo della maggioranza al Senato, un accordo sul disegno di legge sulla liberalizzazione dei servizi pubblici locali. Lo dice chiaramente il capogruppo di Rifondazione comunista al Senato, Giovanni Russo Spena.
«L'accordo c'è già - dice - ed è sufficiente che la ministra Lanzillotta non faccia marcia indietro rispetto agli emendamenti che abbiamo messo a punto a dicembre». Emendamenti ancora riservati che discendono, tuttavia, proprio dalle proposte dell'Associazione nazionale dei comuni e che mirano a eliminare l'obbligo praticamente assoluto di gara per l'assegnazione dei servizi pubblici locali, offrendo ai Comuni maggiori margini di autonomia nella scelta fra concessioni ai privati con gara, società miste e affidamenti in-house a proprie aziende.
In particolare, si cancellerebbe dal disegno di legge del Governo la norma che prevede solo «eccezionalmente» il ricorso a forme di affidamento diretto per rimandare al decreto legislativo attuativo della delega la definizione delle specifiche e tassative fattispecie in cui sia possibile fare ricorso all'in-house o alle spa miste pubblico-privato.
Russo Spena, in realtà, quando enuncia la posizione di bandiera di Rifondazione si spinge anche oltre e parla semplicemente di «non obbligatorietà di mettere a gara i servizi». Sfumature che non dovrebbero pesare nella messa a punto di una norma sufficientemente elastica da non far perdere la faccia a nessuno: nè ai riformisti come i ministri Linda Lanzillotta e Pierluigi Bersani, che hanno sostenuto il principio della gara; nè alla sinistra radicale che potrà dire che quel principio non è passato in una chiave assoluta e ai Comuni vengono ridati ampi margini di autonomia in chiave «federalista». Russo Spena sottolinea, anzi, in particolare, l'asse fra il suo partito, i Comuni e i sindacati.
Fatto l'accordo sul punto principale, la riunione di domani dovrebbe sancire altre modifiche al testo, altrettanto importanti per gli assetti di mercato, ma meno controversi sul piano politico. La questione dei servizi idrici, per esempio. Rifondazione la carica di significati politici e pretende il rispetto del programma con «il rapporto diretto fra enti locali e cittadini nell'erogazione del servizio»: la pubblicizzazione integrale del servizio idrico, in altri termini. Una questione su cui, sia pure a malincuore, anche Lanzillotta ha ormai ceduto.
Altre due proposte, mirate a creare un clima più disteso, verranno dalla stessa Lanzillotta, che rappresenterà il Governo alla riunione di domani. La prima concede incentivi ai Comuni che, in veste di proprietari, promuovano la fusione di aziende pubbliche.
La seconda riguarda invece alcuni ammortizzatori sociali che dovranno garantire i lavoratori che fossero implicati in processi di ristrutturazione. «Nel lungo periodo - ha più volte detto Lanzillotta-le liberalizzazioni portano incrementi di occupazione e sviluppo. Ma è opportuno anche garantire tutele ai lavoratori che nel breve periodo dovessero essere interessati a processi di riorganizzazione».
Per incentivi e ammortizzatori il problema del Governo sarà, semmai, trovare i finanziamenti adeguati a sostenere questi strumenti: un compito del ministro dell'Economia che però non si è ancora pronunciato.
Nessuna novità, invece, sul disegno di legge che dovrebbe portare all'attenzione del Consiglio dei ministri la nuova ondata di liberalizzazioni preparata dal ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani. Il segretario dei Ds, Piero Fassino, ne ha parlato ieri a «Porta a porta». «Io penso - ha detto -- che a uno dei prossimi Consigli dei ministri, non so se quello della prossima settimana o quello della settimana successiva, il pacchetto delle liberalizzazioni arriverà». E ha aggiunto: «Siamo d'accordo anche su quali liberalizzazioni vanno fatte».
Sulla questione delle competenze, Fassino ha gettato acqua sul fuoco, ricandidando, però, Pierluigi Bersani al ruolo di perno. «Il "chi" è semplicissimo - ha detto - ci sono tre possibili titolari. Il presidente del Consiglio, Bersani, con il compito anche di coordinamento» e i ministri di volta in volta interessati. Fassino non ha dubbi: «Bersani avrà l'attenzione di coinvolgere quei ministri che di volta in volta sono interessati».

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