Le indiscrezioni di Repubblica (leggi l'articolo): coinvolti 400-500 lavoratori a tempo indeterminato, più altri stagionali e precari. Il piano può scattare a ottobre con la cassa integrazione straordinaria. Il sindacato: "L'azienda ci convochi subito per fare chiarezza"
Allarme su Alitalia: "C'è un piano per 600 esuberi"
Alitalia starebbe pensando a un piano per mettere 600 lavoratori in esubero e attivare la cassa integrazione straordinaria. L'indiscrezione arriva oggi (13 luglio) da Repubblica. Secondo il quotidiano, infatti, il piano può scattare a ottobre, a causa del calo delle prenotazioni e dei risultati 2012 che si preannunciano molto negativi per la compagnia.
Solo anticipazioni - naturalmente - che finora non vengono confermate. Ma servono a far scattare l'allarme tra il personale dell'azienda. "Nuova cigs in arrivo per Alitalia - si legge nell'articolo di Lucia Cillis -. Il piano è nel cassetto dell'amministratore delegato Andrea Ragnetti e riguarda almeno 600 dipendenti, dei quali almeno 400-500 con contratto a tempo indeterminato. Gli altri, sicuramente meno fortunati, oltre che privi di tutele, sono lavoratori stagionali e a tempo determinato ai quali non verrà rinnovato il contratto".
Arriva subito la reazione del Partito democratico, che chiede di fare chiarezza sulle voci che indicano gli esuberi. "Apprendiamo dalla stampa che i vertici di Alitalia avrebbero pronto un piano per mandare in cassa integrazione per quattro anni circa 650 dipendenti, per non parlare della scure che si potrebbe abbattere sui precari e sugli stagionali". Lo dice il capogruppo del Pd in commissione Trasporti alla Camera, Michele Meta.
"Si tratta di una notizia, ancora non smentita da Alitalia - prosegue -, che allarma non poco e che i vertici della Cai avrebbero potuto riferirci due giorni fa quando li abbiamo ricevuti in commissione Trasporti alla Camera, dove invece ci hanno rassicurato sulla tenuta dell'azienda e dei conti". Nelle prossime settimane l'ad tornerà in audizione parlamentare. "Ci aspettiamo - conclude Meta - che il Parlamento sia messo a conoscenza, in maniera trasparente, di quanto sta avvenendo alla compagnia e se corrispondono al vero le notizie apparse sulla stampa".
Poi arriva anche il commento del sindacato, affidato a Mauro Rossi, segretario nazionale della Filt Cgil. "La convocazione, come richiesto da tempo e unitariamente dal sindacato, di un incontro da parte dell’amministratore delegato sullo stato aziendale e sul piano industriale è il solo il modo di fare chiarezza". Se non viene convocato un incontro, avverte, "ognuno si assume le proprie responsabilità. Spero non si prosegua con le indiscrezioni di stampa e che l’azienda sia corretta e trasparente".