ROMA Con il denaro sottratto al fisco, secondo la procura, pagava cene elettorali e l’organizzazione di call-center del suo comitato promotore. Durante la campagna elettorale era riuscito a mettere in piedi una vera e propria macchina da guerra ed i risultati, anzi i voti, erano arrivati. Al punto che Samuele Piccolo era stato soprannominato «mister preferenze». Uomo di punta del Pdl in Campidoglio, dove fino a ieri ricopriva il ruolo di vicepresidente del consiglio comunale, il recordman piddiellino all’alba è stato arrestato ed è ai domiciliari. Pesanti le accuse: associazione a delinquere e finanziamento illecito ai partiti. Gli uomini della polizia tributaria della Guardia di Finanza ieri mattina hanno perquisito sia l’abitazione che l’ufficio del consigliere comunale dove hanno sequestrato diversi documenti. Ma la Finanza ha sequestrato anche beni per oltre 2 milioni di euro, tra cui diversi immobili. Arrestati anche il padre di Piccolo, Raffaele, e il fratello Massimiliano, considerati i «capi» dell’organizzazione, mentre la madre Elena Ciaravolo risulta indagata. In totale sono tredici le persone coinvolte nell’inchiesta coordinata dai pm Paolo Ielo e Barbara Sargenti. Per la procura di Roma, il «gruppo Piccolo» operava attraverso una gestione occulta del denaro. In pratica, in base all’impianto accusatorio, la famiglia attraverso una serie di società era riuscita a creare finti crediti Iva. I fondi sottratti al fisco venivano deviati all’attività politica del vice presidente del consiglio comunale. Si tratta di somme «quantificabili in un importo mensile compreso tra 250mila e 350mila euro». Piccolo, insomma, era «il destinatario di parte dei flussi illeciti» generati dai familiari attraverso «frodi fiscali finalizzate allo svolgimento della sua attività politica». Molti dei soldi frodati al fisco sarebbero finiti per organizzare appuntamenti conviviali per sostenere la sua elezione in Campidoglio (12mila alla fine le preferenze ottenute). Qualche esempio. Per tredici cene nello stesso ristorante è riuscito a spendere 13mila euro; 25mila in un altro, diecimila in un altro ancora. «E’ una vicenda molto brutta» questo il commento del sindaco di Roma Gianni Alemanno che ha aggiunto di aver «fiducia nel lavoro della magistratura». Intanto Piccolo è stato sospeso dal Pdl.