PESCARA «Una provincia 'Appennino-Adriatica' o 'Adriatico-Appenninica' da ottenersi attraverso l'accorpamento, per fusione, delle attuali Province di Pescara, Chieti e Teramo, che abbia come capoluogo naturale Pescara». In attesa delle linee guida del Governo per la riduzione e l'accorpamento delle Province nell'ambito del decreto sulla spending review, gli esponenti pescaresi del Pdl, guidati dal senatore Andrea Pastore, lanciano la loro proposta di razionalizzazione degli Enti abruzzesi. Una soluzione che, sostengono, «salverebbe l'Abruzzo». I contenuti del progetto sono in un documento inviato al premier Mario Monti e ai ministri dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, dell'Economia, Vittorio Grilli, e della Pubblica Amministrazione e Semplificazione, Filippo Patroni Griffi. A firmarlo, oltre a Pastore, anche il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, il sindaco del capoluogo adriatico, Luigi Albore Mascia, il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, l'assessore regionale agli Enti locali, Carlo Masci, ed alcuni consiglieri regionali, provinciali e comunali del Pdl. Non è certo, però, che l'idea della provincia "Appennino-Adriatica" - presentata ieri alla stampa - piaccia ai presidenti delle Province di Chieti e Teramo, con cui il progetto non è stato ancora discusso. In particolare, la soluzione proposta dal Pdl «collimerebbe con la effettività geografica, orografica ed economica dei territori compresi», si legge nel documento inviato a Monti, «i quali riconoscerebbero, in un'unica realtà amministrativa coerente ed organica, una omogeneità demografica e storica che favorirebbe la redistribuzione dei servizi burocratici attualmente accentrati presso le città capoluogo». Pastore, pur non essendo contrario alla semplificazione della struttura dello Stato (Pastore è stato tra l’altro uno dei “saggi” di Lorenzago che avevano studiato la riforma della Costituzione per il centrodestra), ha invitato a «non esasperare la questione, perché ormai in Italia si pensa che tutti i mali siano risolvibili sopprimendo le Province». Il senatore si è detto convinto che il progetto sia «utile a tutti i territori in questione, perché salverebbe l'Abruzzo dalla frantumazione. Questa soluzione, invece, manterrebbe unita tutta la regione». Commentando positivamente l'iniziativa, perché «l'attrazione socio-economica di questa grande provincia non può essere assolutamente sottovalutata», Testa ha detto di «condividere l'obiettivo della riduzione della spesa», ma ha auspicato una rapida discussione «sulle funzioni delle Province, sui servizi offerti e sulla questione dipendenti, che ora vivono una situazione di caos». Il sindaco del capoluogo adriatico, Mascia, ha sottolineato «il ruolo di centralità che avrà Pescara, baricentro nell'Adriatico e motore contro la crisi». Nazario Pagano, infine, riferendosi non solo all'acceso dibattito degli ultimi giorni, ma anche alla storia dell'Abruzzo, ha auspicato una convergenza: «I campanilismi hanno danneggiato la nostra regione e non possiamo permetterci di tornare indietro».