Pescara provincia di Chieti? Alla provocazione di Enrico Di Giuseppantonio (Udc), il Pdl pescarese reagisce con una controproposta: se proprio si deve diminuire il numero delle Province in Abruzzo, in ossequio alla spending review voluta dal Governo Monti, che se ne facciano due. Siccome L’Aquila non si può toccare per ovvi motivi (capoluogo di Regione, terremoto), la seconda Provincia potrebbe essere l’Appennino-Adriatica accorpando Teramo, Chieti e Pescara, con quest’ultima capoluogo in virtù del requisito della popolazione (123mila, più del doppio delle altre due). In pratica una Provincia-maxi con oltre un milione di abitanti, che comprende tutta la costa abruzzese e una forte connotazione montana grazie alla presenza di Maiella e Gran Sasso. La proposta è stata illustrata dal senatore Andrea Pastore e avallata da tutti gli assessori e consiglieri regionali pescaresi, con una lettera del sindaco Luigi Albore Mascia al premier Mario Monti e ai ministri competenti. «Crediamo che l’Abruzzo abbia una ripartizione equilibrata delle Province, visto che ciascuna assomma 300mila o poco più abitanti ciascuna, con ovvie differenze nella grandezza dei territori». «La manovra - è intervenuto Mascia - non può tradursi in un taglio netto, asettico, di Province ed Enti che non tenga conto della specificità dei territori». Fra tre giorni sarà pubblicato il Decreto che definirà i criteri utilizzati per decidere quali Province accorpare e come farlo. «Se proprio non sarà possibile mantenere gli equilibri attuali, - ha sottolineato il sindaco - siamo pronti, come coalizione di centrodestra, a presentare la nostra proposta di razionalizzazione delle Province, ossia mantenere quella de L’Aquila che, in quanto capoluogo di Regione, rimane fuori da ogni discorso, e costituire la nuova Provincia Appennino-Adriatica, accorpando le province di Teramo, Pescara e L’Aquila, con un ruolo di centralità per Pescara per la sua posizione baricentrica sul territorio e per lo stesso Statuto regionale che stabilisce che Pescara sia sede di importanti assessorati oltre che delle sedute invernali del Consiglio stesso». Nazario Pagano dice "no" al campanilismo e rilancia il progetto della Nuova Pescara: «Sì a una nuova architettura istituzionale che tenga conto delle attuali predisposizioni economiche, culturali e sociali della nostra regione. - ha affermato il presidente del Consiglio regionale - E in questo processo di razionalizzazione non possiamo che rilanciare il progetto della "Nuova Pescara" che ha come finalità la fusione dei Comuni omogenei, l’obiettivo è costituire una grande città che si candida ad assumere il ruolo di guida economica dell’Abruzzo. Nei prossimi giorni rilanceremo anche il referendum per chiedere ai cittadini un giudizio, e quindi una partecipazione diretta e attiva, a questo progetto». Guerino Testa, che è presidente di Provincia, dice "sì" ai tagli «ma prima vogliamo sapere quali funzioni avranno le nuove Province e soprattutto vogliamo la soppressione degli enti sovracomunali, strumentali che pesano come macigni sulla spesa pubblica».