MANCANO 250 milioni alla sanità regionale, tra tagli del governo Berlusconi e spending review di Monti, per chiudere il 2012. E nel 2013 la cifra salirà ad oltre 400. Anche i fondi statali per il trasporto pubblico sono drasticamente ridotti dalla combinazione delle ultime manovre di Palazzo Chigi: nel 2012 il budget nazionale doveva essere di 1 miliardo e 200 milioni ma l'ultimo decreto sulla razionalizzazione della spesa ha un articolo che precisa che «tutti i trasferimenti statali sono decurtati di 700 milioni per il 2012 e di 1 miliardo a partire dal 2013». Risultato? Nel 2012 il fondo per far viaggiare gli autobus scende a 500 milioni e nel 2013 a 200 milioni in totale. Cifre di cui alla Toscana spetta più o meno una quota pari al 12 per cento, quindi per l'anno in corso rimangono circa 90 milioni che diventeranno 10 nel 2013. Sommando i tagli della sanità a quelli del trasporto nel biennio si arriva alla cifra record di 790 milioni di trasferimenti tagliati alla Toscana. Scenario decisamente cupo. Non a caso il presidente della Regione Rossi venerdì scorso ha riunito i capigruppo della maggioranza per fare un quadro dei conti e avvertire tutti che «se il ministro Passera non cambierà idea la Toscana si troverà con i trasferimenti per il trasporto semplicemente azzerati». L'incontro con Passera è fissato per martedì a Roma e Rossi spera ancora in un'inversione di marcia. In caso contrario, ha annunciato, «dovrò prendere provvedimenti immediati». Sul fronte della sanità gli uffici stanno lavorando all'aumento del superticket sui farmaci mentre al dipartimento trasporti si profila l'idea di rincarare le tariffe, sia dei bus che dei treni (i biglietti ferroviari erano già stati aumentati del 20 per cento nel gennaio scorso, peraltro, ma la legge non fissa nessun limite percentuale). Non sembra però finora messa in discussione la gara regionale per il trasporto su gomma che porterà alla creazione di un'unica società, clausola a cui è tenuto ad attenersi il raggruppamento vincente. La gara, quando il nuovo sistema andrà a regime, dovrebbe comportare un abbattimento della spesa di circa 40 milioni rispetto ad oggi. Nella manovra finanziaria il consiglio regionale ha già approvato lo stanziamento di 160 milioni per avviare il bando: la Regione dovrà garantire questa stessa cifra per nove anni consecutivi (oltre a 270 milioni per comprare 1000 pullman nuovi) mentre dai Comuni e dalle Province dovranno arrivare ogni anno altri 54 milioni di risorse aggiuntive, anche questi sempre più complicati da rastrellare vista la diminuzione dei trasferimenti statali. In ogni caso il bando sta andando avanti, le Province sono al lavoro per consegnare entro il 4 agosto tutti i percorsi e le frequenze dei bus nei loro territori e l'Antitrust sta esaminando le procedure di gara per controllare che non venga limitata la concorrenza tra imprese. Nella sede del Cispel in questi giorni si è riaperto il tavolo delle imprese di trasporto del nord e del sud della Toscana che stanno cercando una forma di accordo societario con BusItalia - il gruppo di Ferrovie che ha vinto la gara fiorentina di Ataf - per andare verso la costituzione di un'azienda unica. «Per quanto riguarda la Provincia di Firenze portiamo avanti la delibera per fare la gara a settembre», assicura l'assessore ai Trasporti Stefano Giorgetti. «Mai tagli ci preoccupano moltissimo». Il presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras, invece, ha già comunicato a Rossi di non avere a disposizione i fondi per sostenere la gara. La strategia politica di Rossi punta, come lui stesso spiega, «a chiedere una modifica in Parlamento della manovra» avanzando tre proposte a Monti: «Acquistare meno caccia F-35, tassare adeguatamente i detentori dei capitali scudati e imporre una patrimoniale sulle grandi ricchezze». Per quanto riguarda l'aumento del ticket Rossi assicura che «nessuna decisione è stata presa sui provvedimenti da assumere per far fronte ai tagli contenuti nella manovra del governo». Per il momento.