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Pescara, 17/06/2026
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Data: 17/07/2012
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Navigazione laghi - «I traghetti? Sono i treni pendolari del lago» I dipendenti: invece di potenziarli ci tolgono risorse. Piuttosto ci vendano

COMO - «Noi dipendenti a tempo pieno e indeterminato non siamo ancora stati toccati. Ma ci sono già stati alcuni tagli alle corse, a discapito dei turisti ma anche dei pendolari, e ai contratti stagionali. Temiamo per i precari. È per questo che abbiamo scioperato in tanti. Per adesso speriamo nell'arrivo di molti turisti stranieri. Ma finita la stagione estiva, a ottobre, non sappiamo che cosa succederà». Pierangelo Rusconi, 54 anni, da 37 in servizio alla Navigazione Laghi, è il comandante del traghetto Plinio, una delle navi più grandi della flotta in servizio sul lago di Como. E anche lui, come quasi tutti i dipendenti della Navigazione Laghi, domenica scorsa ha incrociato le braccia («contro il governo, però, non contro l'azienda», ci tiene a precisare) lasciando a terra centinaia di turisti pronti a imbarcarsi. Motivo dello sciopero, la riduzione da parte del governo di 13 milioni di risorse pubbliche destinate alla Navigazione Laghi, la società a gestione statale che effettua il servizio di trasporto pubblico per circa 10 milioni di persone tra pendolari e turisti sui laghi Garda, Maggiore e Como. «Negli ultimi anni le risorse destinate alla società erano circa 26 milioni di euro», spiega Franze Piunti, il direttore della Navigazione Lago di Como. «Ma l'ultima finanziaria del governo Berlusconi ci ha dimezzato i fondi, scesi quest'anno a 13 milioni di euro. In più, nel gennaio scorso, il governo Monti ha applicato l'Iva sul prezzo del carburante, con un incremento di spesa per la società di circa 5 milioni di euro». Per coprire questo calo di risorse il decreto sviluppo ha assicurato quest'anno alla Navigazione Laghi un bonus di 6 milioni. Cifra che però non è sufficiente a tappare il buco, se non altro perché non è ancora entrata in cassa. Come si è rimediato allora? «A Como siamo stati costretti a tagliare alcune corse di traghetti e abbiamo dovuto aumentare le tariffe di biglietti e abbonamenti», spiega Piunti. «Solo così ci possiamo garantire una certa tranquillità per far quadrare i conti nel 2012. Ma per il 2013 c'è totale incertezza». E gli stessi lavoratori hanno già cominciato a risentire dei tagli. Come i ragazzi assunti per la stagione estiva. L'anno scorso sul lago di Como erano quasi 60 (circa 120 sui tre laghi). Nel 2012 ne è stata assunta sul Lario solo una trentina. Tra questi Alessandro Porro, 19 anni: «L'anno scorso ero stato preso da maggio a settembre, quest'anno da giugno: farò un mese in meno. Con questi contratti tiriamo a campare e l'anno prossimo chissà. In caso di tagli, noi siamo i primi». E subito dopo di loro, a rischiare, ci sono i 25 contratti a tempo indeterminato ma part-time. Come Francesco Pellegrini, 25 anni, in servizio sulla motonave Orione: «Con il mio contratto ho assicurati nove mesi di lavoro all'anno con la possibilità, se c'è lavoro, di prolungare a 11. Cosa che è successa nel 2011. Ma quest'anno è tutto da vedere. In estate siamo ancora utili, ma in inverno non so che fine faremo. Molto probabilmente lavorerò solo nove mesi». Rimanendo a casa 90 giorni senza stipendio e senza sussidio di disoccupazione, perché il contratto è comunque a tempo indeterminato. E incerto è anche il futuro della navigazione sui laghi: «Il governo non si rende conto che il servizio andrebbe sviluppato», dice Carlo Pontiggia, in cabina di comando sull'Orione. I traghetti decongestionano il traffico e proprio come i treni a terra, servono pendolari e turisti. Ma il prossimo anno potrebbero esserci nuovi tagli. E allora, dice Mauro Bernasconi della Rsu di Como, «si decida una volta per tutte. Piuttosto ci vendano. Ma se si ritiene che il servizio sia utile, come è, non ci tolgano continuamente risorse». In arrivo un autunno caldo.

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