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Pescara, 17/06/2026
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Data: 17/07/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Sindacati e Confindustria incontrano Barca. Le proposte per il rilancio del Mezzogiorno. Campo (Uil): bene l’Abruzzo nel piano di coesione

PESCARA Oggi i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Confindustria incontrano il ministro Fabrizio Barca per parlare di rilancio del Mezzogiorno. Sarà un incontro a porte chiuse, presso la Rappresentanza in Italia del Parlamento Europeo. Partecipano i segretari nazionali e i regionali dei sindacati delle regioni del Mezzogiorno. Obiettivo: partire dal Piano di Azione Coesione per un progetto più ampio per restituire attrattività ai territori meridionali. «L'Abruzzo non deve essere solo Mezzogiorno», spiega Roberto Campo, segretario regionale della Uil, « ma è indubitabile che sia anche Mezzogiorno. Se poi con Mezzogiorno intendiamo una condizione di ritardo di sviluppo e di insufficiente modernizzazione, siamo certamente più Mezzogiorno oggi che nel 2000, essendo da allora tornati parecchio indietro. L'Abruzzo conserva il primo posto tra le regioni del sud per Pil pro-capite, ma il divario con il centro è tornato ad aumentare e il vantaggio sulle altre regioni meridionali si è ridotto. Essendo quella del Mezzogiorno la questione chiave da affrontare affinché l'Italia torni a crescere», continua Campo, «l'Abruzzo fa benissimo a stare dentro il Piano d'Azione Coesione e tutte le strategie di rilancio del Mezzogiorno. Anche quando non ne ricava risorse aggiuntive, come quando per esempio si tratta di riprogrammazioni di risorse di pertinenza delle regioni convergenza, è bene partecipare alla definizione delle strategie. Con la nostra autonomia: per esempio, noi abbiamo la sovranità sul Fas regionale, conquistata con il Patto per lo Sviluppo dell'Abruzzo, e siamo liberi di rimodularlo, a differenza delle regioni meridionali dell'obiettivo convergenza, i cui Fas vengono rimodulati dal governo». Oggi le parti sociali presenteranno le loro proposte. «Ci sono almeno altre due prospettive rilevanti per la nostra regione», dice Campo, «quella adriatica e quella appenninica. La prima può essere coltivata su due versanti: la costruzione in ambito Ue della macro-regione adriatico-ionica, e la possibilità, in ambito nazionale, di dare vita ad alleanze interregionali. La seconda, la prospettiva appenninica, deve significare la ricostruzione e la ripresa economica e sociale dell'Aquila, la valorizzazione della montagna, l'istituzione di rapporti con le altre regioni appenniniche.

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