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Pescara, 17/06/2026
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Data: 17/07/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Chiodi: «Non temiamo i tagli abbiamo una riserva pronta»

Il governatore: «Invertito il trend della mobilità passiva»

PESCARA - L'Abruzzo è pronto, fa sapere il governatore. Insomma, non si farà trovare impreparato dalla sforbiciata che si annuncia sulle Regioni per il 2012, a partire dalla spesa sanitaria. Gianni Chiodi lo dice con piglio deciso: «I tagli del governo? Non li temiamo. Intanto non sappiamo ancora quale sarà la loro entità sul budget del 2012, ma abbiamo una nostra riserva per sopperire anche a questo se sarà necessario».
Nei prossimi giorni potrebbe arrivare la chiamata del governo Monti, che ha già avviato la consultazione con le altre Regioni per spiegare dove occorrerà stringere la cinghia. Chiodi sembra avvicinarsi a questo appuntamento senza eccessiva preoccupazione: «In fondo questa spending review ci ha fatto sentire degli anticipatori. Quello che ha fatto oggi Monti per salvare il Paese legittima anche noi».
Il tema è sempre quello dei virtuosismi realizzati nei tre anni di governo regionale sulla spesa sanitaria: il pareggio di bilancio raggiunto nel 2010 e l'avanzo di 4 milioni messo a segno nel 2011, che il tavolo di monitoraggio nazionale si appresta a certificare. Ieri mattina Chiodi ha convocato la stampa per fornire i dati sulla mobilità, il saldo tra gli utenti che vanno a farsi curare fuori regione e quelli in entrata. Siamo ancora al segno meno, con una mobilità passiva pari 67,155 milioni per il 2011. Ma, osserva il commissario-governatore, con un trend in leggera salita rispetto al 2010, quando il saldo sulla mobilità ha fatto segnare un - 67,278 milioni. Un dato che, letto così, ha il sapore della vittoria di Pirro, perché i circa 100 milioni di euro risparmiati in un anno ammontano più o meno alla spesa di una singola Asl per le siringhe. Ma Chiodi invita ad analizzare bene questa cifra, con una premessa: la mobilità incide soltanto per il 2,5% sulla spesa sanitaria e dunque molti attacchi ricevuti su questo fronte sono più che altro strumentali per il governatore. Chiodi fa anche un altro esempio più vicino al suo territorio: «Il 28,95 degli abruzzesi va a curarsi nelle Marche, soprattutto dalle Asl di Teramo e della Val Vibrata». Perché? Il governatore cita il caso del presidio di Sant'Omero: «Era considerato quasi in estinzione, lo abbiamo potenziato, grazie anche alle consulenze avviate con l'Università. Come per le altre Asl, ora che i conti ce lo consentono, stiamo investendo sulle professionalità specialistiche e sulle nuove strumentazioni e, per la prima volta dal 2001, la curva della mobilità registra quest'anno una leggera crescita». Già, ma nel 2001 la mobilità in Abruzzo segnava un attivo di 7 milioni di euro, contro il - 67 di oggi: «Certo - precisa Chiodi - ma sempre in quegli anni il debito della sanità regionale ammontava a 470 milioni di euro, mentre nel 2011 registra un attivo di 4 milioni». Quindi un interrogativo malizioso: «Che ci fosse una strategia dietro il caso di Sant'Omero? Oggi il pubblico è diventato concorrenziale e non complice del privato». Un nuovo affondo ai signori delle cliniche?
In serata poi arriva l’attacco di Carlo Costantini, Idv: «Nessuna inversione di tendenza sulla mobilità passiva in Abruzzo. Chiodi devasta la realtà. I numeri in mio possesso rivelano che anche il saldo tra mobilità passiva ed attiva è peggiorato di un altro milione di euro. Ed a tutto questo si deve aggiungere che, rispetto allo scorso anno, sono sensibilmente cambiati i criteri di calcolo delle compensazioni tra Regioni, a vantaggio di quelle che esportano pazienti: dunque i numeri del 2011 potrebbero essere ancora peggiori, rispetto a quelli del 2010. Che si sia invertita la tendenza è una balla colossale».

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