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Pescara, 03/04/2026
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Data: 18/07/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Spending review in Abruzzo - Taglio di 21 milioni per scuole e trasporto locale. Il conto della spending review alle Province. Di Giuseppantonio: «Rischiamo il dissesto»

CHIETI - Un taglio complessivo di 7,1 milioni per quest'anno. Mentre nel 2013, la sforbiciata arriverà a 14,2 milioni di euro. La spending review, cioè il decreto legge del 6 luglio, presenta il conto alle province abruzzesi. Ed è un conto salatissimo che toccherà i «consumi intermedi» e non determinerà l'abbattimento della spesa improduttiva bensì di quella destinata ai servizi. Il presidente dell'Unione delle Province Abruzzesi, Enrico Di Giuseppantonio suona l’allarme perchè i livelli di spesa a rischio riguardano servizi vivi. «Alcune delle voci più importanti all'interno dei consumi intermedi sono rappresentate dai servizi ai cittadini - dice Di Giuseppantonio: parliamo di trasporto pubblico locale ma soprattutto di formazione professionale e manutenzione degli immobili ovvero edifici scolastici e patrimonio immobiliare, due voci, queste ultime, che in Abruzzo costano alle Province rispettivamente 2.253.822 euro e 7.288.435 euro. È evidente che tagli di questa portata rischiano di cancellare importantissimi settori di intervento e di incidere sull'acquisto di beni e servizi: oltre alla manutenzione delle scuole, quella delle strade, lo sgombero della neve, il taglio dell'erba, i Centri per l'Impiego, il carburante per gli automezzi, la segnaletica, le utenze di energia elettrica, gas, telefono e acqua».
Per le Province abruzzesi, poi, piove sul bagnato. «È il caso delle spese sostenute lo scorso inverno per garantire lo sgombero nella neve e la transitabilità delle strade - continua Di Giuseppantonio- a fronte dei 22 milioni euro che sono stati spesi in Abruzzo, il Governo ha messo a disposizione complessivamente solo 9 milioni di euro per tutte le Regioni». Per Di Giuseppantonio «bisogna aggredire gli sperperi e invece si colpiscono i servizi, cioè i cittadini. Se si andrà avanti di questo passo non solo sarà quasi impossibile mantenere gli equilibri di bilancio ma sarà a rischio il pagamento degli stipendi ai dipendenti».

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