Iscriviti OnLine
 

Pescara, 03/04/2026
Visitatore n. 752.820



Data: 18/07/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Le reazioni. Sorgentone: la Gtm fermi il cantiere. L’associazione Strada parco: «L’opera resterà incompiuta, spreco di soldi pubblici». Il comitato: Russo non faccia il duro. Ora serve chiarezza

PESCARA «Con questi sospetti, la Gtm non può fare altro che sospendere i lavori sulla strada parco. Consiglio al presidente Michele Russo di bloccare il cantiere altrimenti le ditte appaltatrici continueranno i lavori, presenteranno il conto alla Gtm e a pagare saranno i cittadini abruzzesi». Lo afferma Mario Sorgentone, presidente dell’associazione Strada parco da sempre contraria alla filovia. «Auguro a Russo e agli altri indagati», dice Sorgentone, «di dimostrare la propria buona fede ma nessuno potrà dire di non essere stato avvertito. Dal 2006 abbiamo denunciato più e più volte i nodi irrisolti dell’opera: dalla mancanza della Valutazione d’impatto ambientale, allo studio di fattibilità inesistente per capire se e quanto la filovia è necessaria, fino al gioco di parole tra “guida libera” e “guida vincolata” ma “immateriale”. C’è il rischio che la filovia diventi una cattedrale del deserto con uno spreco di soldi pubblici». Sorgentone ribadisce la sua verità: «La filovia non è la soluzione ai mali del traffico ma un’opera imposta sulla testa dei cittadini senza confronto pubblico. Il sottofondo della strada parco non è idoneo a sopportare il peso del filobus, 27 tonnellate. Per rendere la strada parco idonea, serviranno 5 o 6 milioni di euro. Stiamo preparando una diffida al Comune affinché, dopo i lavori, non riprenda la strada parco dalla Gtm a queste condizioni di pericolosità».

Il comitato: Russo non faccia il duro Ora serve chiarezza

«Il presidente della Gtm Michele Russo dovrebbe essere il primo a voler fare chiarezza, ma, al contrario, vuole fare il duro». È questa la reazione del comitato No filovia alla notizia dell’inchiesta per truffa aggravata, frode nelle forniture pubbliche e falso che coinvolge Russo e altri 2 dirigenti della Balfour Beatty e della Vossloh. «Abbiamo chiesto più volte e a chiunque potesse intervenire», dice Antonella De Cecco, «di fermare i lavori per fare chiarezza e capire se c’era qualcosa che non andava ma questa vicenda è stata sempre caratterizzata da una grande leggerezza».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it