Anche la Regione ha acceso un faro sul mega appalto per la filovia sulla strada parco. Giandonato Morra, assessore ai trasporti e in sostanza azionista di controllo della Gtm spa, ha chiesto ieri due relazioni sul caso esploso con l’inchiesta della procura della Repubblica di Pescara: la prima a Michele Russo, presidente della società e principale indagato per falso, truffa e turbativa d’asta, la seconda all’audit interno dell’assessorato. Una lettura in parallelo del complesso iter amministrativo che dovrebbe fare chiarezza e soprattutto scongiurare il rischio di versioni auto assolutorie dell’azienda. C’è insomma anche un forte contraccolpo politico, amplificato dal fatto che è la seconda volta, nel giro di poche settimane, che Russo si trova a dover fornire giustificazioni sul proprio operato: il primo richiamo all’ordine di Morra fu per l’uso dei bus Gtm come navetta per gli atleti di Ironman, manifestazione sportiva organizzata da una delle società di servizio di Michele Russo.
Per l’ex presidente dei Giovani industriali d’Abruzzo, imprenditore di nuova generazione con solide relazioni politiche nel campo del centrodestra e interessi nella sottile linea di confine tra pubblico e privato, è invece il terzo inciampo. Scena prima il 24 maggio scorso, aula del tribunale di Pescara. In veste di testimone, Russo conferma che tre assegni dell’imprenditore del verde Bruno Chiulli, contestati come tangente mascherata per l’ex sindaco di Montesilvano Enzo Cantagallo, sono in realtà un finanziamento alla campagna elettorale di Carlo Masci per il Comune di Pescara, di cui lo stesso Russo fu curatore. Ad incassare i titoli, in effetti, fu una segretaria della Mirus, la principale società di Russo. Una verità che ha impiegato alcuni anni a venire a galla. A giugno il caso Ironman, con la scoperta dei bus della Gtm utilizzati a servizio degli atleti e l’ammissione, davanti alla commissione di vigilanza del Comune, di «una leggerezza» da parte del presidente-organizzatore. E ora l’avviso di garanzia per l’appalto di Filò, preceduto dalla marcia indietro della Regione costretta a riaprire la procedura di valutazione di impatto ambientale. Per il rampante imprenditore prestato alla politica, con ambizioni sulla prossima corsa a sindaco di Pescara o addirittura alla Regione, una brusca battuta d’arresto. Che comporterà per cominciare l’esclusione dalla corsa alla presidenza della nuova spa unica dei trasporti. Per cominciare.