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Pescara, 03/04/2026
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18/07/2012
Il Messaggero
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«Ora basta, fermiamo i lavori» I No filovia rialzano la testa, dal Wwf nuovo esposto all’Unione europea |
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Fermare i lavori della filovia. Lo vanno chiedendo da quando la prima ruspa ha acceso i motori 2 anni fa sulla strada parco. Il fronte del No urla, ora che un'altra bomba è scoppiata sul percorso di Filò. Con l’avviso di garanzia a Michele Russo sono almeno 3 le grane ravvicinate sul cantiere che era quasi in dirittura d'arrivo: prima il ripensamento obbligato della commissione Via che, sotto la spinta dei consulenti della procura, il 3 luglio ha congelato magnetini e altro che renderebbero il filobus a guida vincolata; poi la scoperta che l'Unione europea sta passando al setaccio le carte per una possibile procedura di infrazione; ora le ipotesi di reato al vaglio degli inquirenti. Per le associazioni, che prima di arrivare agli esposti avevano cercato il confronto su un'opera dalle carte tenute segrete e senza mai essere passata dal Via, lo stop non è più rinviabile. «Un altro capitolo che avvalora le nostre tesi - premette Loredana Di Paola, che aveva firmato con Maurizio Acerbo il primo esposto -: si stoppino i lavori, per non aggravare la situazione anche sul fronte contabile». Al primo esposto, sull’assenza di Via e nulla osta di sicurezza, si era aggiunto quello delle associazioni su presunte irregolarità nell'appalto. Era stato l'approdo di una battaglia a colpi di scioperi della fame, presidi giorno-notte per chiedere che l'opera da 31 milioni e dai tanti punti oscuri non sfuggisse al confronto. «Confidiamo ora nel lavoro della magistratura», aggiunge Di Paola, Wwf e No Filovia. Il Wwf oggi illustrerà un'integrazione all'esposto già inoltrato alla Ue. Certo non sarà piaciuto come la commissione regionale ha risposto alla richiesta di chiarimenti dell'Europa. Pur non entrando nel merito dell'inchiesta, Rifondazione comunista avverte: «Nessuno si lamenti dell'intervento della Procura - dice Acerbo -: quando le istituzioni non si muovono in modo trasparente è diritto e dovere rivolgersi alla magistratura. Ci siamo sgolati per far capire che le procedure erano illegittime, in quanto escludevano la partecipazione dei cittadini. Russo ora si dimetta, ma soprattutto non siano i cittadini a pagare». «Da sempre abbiamo adombrato irregolarità amministrative - dice Mario Sorgentone, Strada parco -. Ora la magistratura fa il suo corso. Non solo il buonsenso imporrebbe alla Gtm subito la sospensione del cantiere: se l'impresa va avanti con i lavori, anche qualora non risultassero conformi, andrebbero saldati. Chi pagherà?». Tante le voci inascoltate: «Avevamo presentato anche una petizione a settembre 2009, il consiglio comunale ne ha discusso solo a maggio 2011 - continua Sorgentone - per valutare lo spostamento su via Caravaggio-via Ferrari e sperimentazione di bus elettrici sulla strada parco. Tutti sordi e ciechi».
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