L’inchiesta. Dubbi sulla legittimità dell’appalto per la filovia
Dalla protesta popolare allo stop del comitato Via della Regione fino alle "attenzioni" della Magistratura, la filovia finisce nella bufera. Con l'avviso di garanzia a Michele Russo e ai dirigenti di Balfour Beatty e Vossloh Kiepe di Milano (le due aziende che si sono aggiudicato l'appalto) viene messa in discussione la legittimità dell'intera operazione, a cominciare dall'appalto. Truffa aggravata, frode nelle pubbliche forniture e falso sono i reati ipotizzati, accuse che Russo ha respinto ieri seccamente: «Non c'è alcuna mia firma - ha affermato il presidente Gtm - sulle carte oggetto dell'indagine, quindi io sono tranquillo». Il riferimento di Russo è all'origine dell'appalto che, effettivamente, non fu effettuato ed assegnato da lui, ma da Donato Renzetti fra il 2007 e il 2008, mentre Russo è stato nominato al vertice dell'azienda solo nel 2009. Se l'inchiesta verte sull'attribuzione dell'appalto, Russo può dormire sonni tranquilli. Se invece nei faldoni acquisiti dalla Squadra Mobile, sulla base dell'indagine del pm Valentina D'Agostino, c'è anche lo stato di avanzamento dei lavori e la mancanza della procedura di Via, le cose cambiano per il numero uno Gtm, che la Regione ha appena riconfermato per i prossimi tre anni. Perché i lavori sono iniziati e proseguiti sotto la gestione Russo e perché l'esposto presentato un anno e mezzo fa da associazioni e Wwf paventava una serie di anomalie nel progetto e nell'appalto, oltre a rimarcare l'assenza della Valutazione d'impatto ambientale, studio obbligatorio per un mezzo a guida vincolata. Nel mare magno delle contestazioni al progetto, vi sono quella dei costi dei bus (ritenuti eccessivi), la palificazione e l’elettrificazione che ha portato via più della metà dell'intero finanziamento (16 milioni di euro sui 31 complessivi), il caso dei magneti che furono determinanti per vincere l'appalto, considerati indispensabili per un mezzo a guida vincolata e che ora, dopo il verdetto del comitato Via, si scopre essere inutili, la tenuta del fondo stradale sul quale deve passare il Filò e tante altre anomalie.
Che alla Gtm sentano il fiato sul collo da più parti, lo si capisce anche dalla gara di pubblico interesse per il trasporto locale lanciata dal Comune, segno evidente di sfiducia verso l'azienda pubblica, iniziativa che ha fatto arrabbiare persino il serafico assessore regionale ai Trasporti Morra.