Il Pdl si spacca poi decide. D’Alessandro: «Situazione grave»
L'AQUILA- Due documenti contrapposti nella seduta straordinaria del Consiglio regionale per indicare una soluzione alla crisi degli stabilimenti industriali dell'Alto Sangro, come la Honda e la Pilkington che annunciano tagli importanti della forza lavoro, e della cartiera Burgo nella Marsica che minaccia addirittura di chiudere. Due documenti diversi nella forma e nella sostanza, ma sulla propria mozione, firmata da Castiglione e Venturoni, la maggioranza ha rischiato di dividersi.
«Troppo generica e poco incisiva- ha detto Nicola Argirò presidente della Commissione Industria e Turismo- meglio quella dell'opposizione, è più circostanziata e raccoglie le istanze dei sindaci altosangrini, dei sindacati e della Confindustria». Ma poi la dissidenza di Argirò è rientrata perché nel documento finale, che la maggioranza ha votato e approvato con 24 voti, sono stati inseriti alcuni elementi mirati chiesti dallo stesso Argirò. Come pure è rientrata quella di Peppino Tagliente che aveva sostenuto la necessità di un confronto preventivo con la Fiat per il gruppo Sevel.
Il documento della minoranza presentato da Camillo D'Alessandro, capogruppo Pd che aveva chiesto la seduta straordinaria, e firmato dai Verdi, dal gruppo misto, dall'Italia dei Valori e dall'Api di Gino Milano, chiedeva il miglioramento dei trasporti ferroviari, il potenziamento dei porti di Ortona e Vasto, la scelta della banda larga, il finanziamento del Campus Automotive, la rimodulazione dei Fas, i fondi europei per lo sviluppo delle aeree sottoutilizzate concessi all'Abruzzo.
La mozione sollecitava, inoltre, un confronto diretto della Regione con i vertici delle aziende in crisi e un incontro col ministro dell'Industria Corrado Passera. C'era contrasto, insomma, tra i due documenti. Si è cercata una sintesi e sono state necessarie due ore di sospensione della seduta, ma l'accordo non c'è stato. Ognuno è rimasto sulle proprie posizioni. «Una maggioranza incapace- ha detto Camillo D'Alessandro- produce cose inutili. Il centrodestra di fronte al consiglio straordinario sulla crisi industriale che riguarda migliaia di famiglie, si è presentato con un foglietto di carta generico, direi immorale rispetto alla gravità della situazione». Alla fine, il documento approvato chiede a Chiodi e alla giunta di «verificare, in presenza di progettualità concreta e condivisa con il territorio, le possibilità di un efficace utilizzo delle risorse Fas (fondi aree sottoutilizzate) per le aree industriali e di crisi». In particolare nel testo si chiede di destinare una quota dei Fas allo sviluppo di un sistema di portualità integrata Vasto-Ortona e di predisporre un collegamento ferroviario tra le aree industriali del versante abruzzese e il Tirreno.
Tra gli altri punti ci sono l'abbattimento del digital divide nelle aree industriali, la riduzione del carico fiscale a seguito del pareggio di bilancio della sanità, la definizione delle risorse disponibili per cofinanziare i contratti di sviluppo nazionale e locali, il rafforzamento, così come definito nel Patto per lo Sviluppo, delle azioni e delle funzioni dell'unità per le aree e le situazioni di crisi, come organismo interlocutore con il Ministero per lo Sviluppo Economico.
Inoltre si chiede l'attivazione, così come definito nel Patto per lo Sviluppo, di un «Focus Grandi Imprese», un sistema di monitoraggio e contatto continuo per anticipare le esigenze, criticità e necessità delle aziende e di predisposizione, di concerto con il Patto per lo Sviluppo, di un pacchetto regionale per il sostegno al territorio e all'occupazione.