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Data: 18/07/2012
Testata giornalistica: Ferpress
Authority scioperi scrive al Governo: conflittualità in aumento su TPL. Necessario dialogo su contratto

“Come ho avuto modo di rappresentare in occasione dell’ultima Relazione annuale al Parlamento sull’attività svolta dalla Commissione di garanzia sugli scioperi, il settore del Trasporto pubblico locale si rivela come uno dei servizi essenziali nei quali si registra un marcato incremento della conflittualità”.
Così il presidente dell’Autorità di garanzia sugli scioperi, Roberto Alesse, in un appello rivolto oggi al Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti, al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Corrado Passera, al Ministro per gli affari regionali, Piero Gnudi, e al Presidente della Conferenza Stato-Regioni, Vasco Errani, in merito al mancato rinnovo del CCNL nel settore del Trasporto pubblico locale.

“La tendenza alla conflittualità – prosegue Alesse – si sta ulteriormente confermando, già nella prima metà del 2012, anche a causa della crisi della finanza pubblica che sta investendo il nostro Paese. Nel settore in questione, il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro è scaduto il 21 novembre 2007. In data 14 maggio 2009, le Parti hanno siglato un’intesa che avrebbe dovuto condurre alla definizione del Protocollo sul CCNL della Mobilità. Tale percorso si è definitivamente interrotto nel settembre del 2010”.

“Lo scorso 5 luglio – spiega l’Authority – le Associazioni rappresentative delle aziende ANAV e ASSTRA hanno dichiarato il proprio recesso dall’intera trattativa e, il giorno successivo, le maggiori Organizzazioni sindacali rappresentative del settore hanno proclamato, per il prossimo 20 luglio, lo sciopero nazionale del Trasporto pubblico locale. Nel corso di questa lunga e travagliata vicenda, la Commissione di garanzia, nell’anno 2012, sulla base delle specifiche prerogative ad essa riconosciute dall’articolo 13 della legge 146 del 1990, e successive modificazioni, ha provveduto a convocare, per ben due volte (12 aprile e 27 giugno), gli attori protagonisti del conflitto, al fine di svolgere un’opera di mediazione volta a far ripartire il confronto tra le parti. Confronto che, in realtà, per quanto attiene ai contenuti normativi del contratto, è stato, in un primo momento,riavviato, ma che poi si è inesorabilmente interrotto di fronte ai problemi di natura economico-finanziaria, che appaiono, allo stato, insormontabili e che chiamano in causa, oltre che il Governo, le Regioni, con particolare riferimento alla gestione delle risorse destinate, o da destinare, all’intero settore.

Al riguardo, la delicatezza della situazione, per l’impatto diretto che essa ha sul diritto alla libertà di circolazione, rischia di essere percepita dall’opinione pubblica come un termometro attraverso il quale misurare l’efficienza dell’erogazione dei servizi in generale”.

“Questa, peraltro, è una preoccupazione – sottolinea Alesse – che ho avuto modo di rappresentare al Capo dello Stato, in occasione di un’udienza che si è svolta al Quirinale lo scorso 5 giugno.

Pertanto, fermi restando l’impegno istituzionale e la vigilanza dell’Autorità di garanzia a che il conflitto si svolga nel pieno rispetto delle regole, rimane più che mai necessario rafforzare gli sforzi per giungere ad una ricomposizione della controversia. Diversamente, è ragionevole pensare che assisteremo a crescenti proclamazioni di scioperi, che finiranno, necessariamente, per causare ai cittadini non pochi disagi”.

“La Commissione di garanzia rivolge un fermo appello per l’urgente ripresa di un’effettiva interlocuzione istituzionale fra tutti i soggetti coinvolti e, a tal fine – conclude – è disponibile, nell’ambito delle proprie competenze istituzionali, a proporsi come sede di mediazione”.

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