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Data: 18/07/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Il processo «Flying Money». Spadaccini e la maxi evasione fiscale A novembre si decide per il giudizio

Tocca finalmente terra l'operazione «Flying Money». Dopo i tanti rinvii l'udienza preliminare dell'inchiesta sulla maxi-evasione da 90 milioni di euro, si è finalmente svolta di fronte al Gip Luca De Ninis, chiamato a sostituire Gianluca Sarandrea impossibilitato a procedere per problemi di incompatibilità. Era il 2008 quando scattarono le manette per dodici persone. Tra queste anche l'imprenditore del settore aereo Giuseppe Spadaccini (nella foto), all'epoca presidente della Sorem, che secondo l'accusa avrebbe messo su una vera e propria associazione a delinquere attraverso una rete di società italiane e portoghesi (con sede a Madeira) per fatturare operazioni inesistenti ed intascare così, a partire dal 1999, 90 milioni di euro. Un modo per evadere non solo il fisco italiano, ma anche per trasferire il denaro in conti nascosti all'estero. Il 6 novembre prossimo di fronte al Gip gli avvocati difensori presenteranno le loro istanze in merito ai riti speciali con cui i loro assistiti chiederanno di essere giudicati, mentre il 13 novembre (il 20 in caso non si facesse in tempo) si saprà se e per chi dei 12 arrestati, ci sarà il rinvio a giudizio. Oltre a quello di Spadaccini sono tanti i nomi illustri coinvolti nell'inchiesta. Tra questi il notaio Massimo D'Ambrosio, il commercialista di Chieti Giacomo Obletter già indagato nell'inchiesta sui fondi Docup della Fira nel 2006 e Leonardo Valenti, ex amministratore delegato della Del Verde

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