Il sottosegretario Polillo: accorpare per far crescere il Pil. Lavoro: novità sulla mobilità in entrata
ROMA Accorpare le festività per lavorare di più e far crescere il Prodotto interno lordo. Non proprio una proposta originale, visto che già il governo Berlusconi ci aveva pensato, ma questa volta il governo Monti sembra voler fare sul serio, tra proteste che montano e perplessità diffuse sull’efficacia reale in termini economici di un simile provvedimento. A rendere pubblico il progetto è il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo. Ma nel governo se n’è già discusso, e voci non confermate danno per certo un esame nel prossimo consiglio dei ministri. La materia è però complicata, non solo perché si vanno a toccare festività che fanno la storia d’Italia, ma anche perché molte sono feste religiose, e quindi tirano in ballo i rapporti con la Chiesa. Polillo è convinto però che questa sia la formula giusta: «Aumentare le ore di lavoro degli italiani, magari accorpando anche le festività, è una delle chiavi per risolvere la crisi». L’idea è di far slittare alcune festività al sabato o alla domenica, comprese alcune feste patronali di grandi città, come San Gennaro a Napoli o Sant’Ambrogio a Milano. Poi ci sono il 25 Aprile, il primo Maggio, il Due Giugno: ma su queste l’Associazione nazionale partigiani è già mobilitata: «Nella scure del governo, secondo le indiscrezioni, incapperebbero anche le tre festività ben note per essere state già oggetto di tentativi analoghi. Dobbiamo essere estremamente chiari – dicono all’Anpi – non abbiamo obiezioni di fronte a sacrifici, ma che si debba rinunciare alla storia e ai fondamenti comuni del nostro vivere civile ci sembra davvero troppo». Negative anche le valutazioni della Cisl: «E’ una sciocchezza statistica la relazione tra meno ferie e maggiore produzione in un contesto di assenza di lavoro e di basso livello produttivo. Il governo – conclude il segretario nazionale Barra – ripristini piuttosto gli incentivi ai premi di produzione che in modo unilaterale ha interrotto». Critiche arrivano anche dai sindacati del turismo che parlano di «mazzata finale per il settore», mentre tra i partiti è molto duro Di Pietro (Idv): «La sola cosa che viene in mente a Monti è tartassare chi già paga tutto eliminando un po’ di festività per i lavoratori, ma mantenendo gli stipendi d’oro per i super-manager di Stato». Insomma, malgrado la fiducia del sotttosegretario Polillo l’impresa non è agevole. Per la Cgil l’accorpamento delle festività va addirittura «nella direzione opposta rispetto a quanto sarebbe necessario che il governo facesse» dice il segretario confederale Elena Lattuada. «Sarebbe un’altra regressione democratica». Un’altra tappa difficile per il governo Monti, disperatamente alla ricerca di un gruzzolo che gli permetta di scollinare l’estate senza ulteriori traumi. Tanto più che l’attivazione del fondo salva-stati Esm è stato messo in naftalina fino a settembre dalla Germania, lo spread continua a salire, e sull’Eurogruppo di venerdì a questo punto sono in pochi a scommetterci. E’ probabile che se qualcosa si sbloccherà, riguarderà la situazione drammatica delle banche spagnole. Ma neanche questo passaggio è certo. Sul fronte interno Monti cerca di accelerare sulla spending review, pur tra mille inciampi, mentre ieri vi è stato un passaggio importante per la riforma del lavoro. Su parere positivo del governo è stato infatti approvato l’emendamento al decreto Sviluppo presentato dai partiti della maggioranza riguardante la mobilità in entrata. Tra le novità, intervalli più brevi tra un contratto stagionale e l’altro, attenuazione della stretta sulle partite Iva, conferma fino al 2014 delle attuali regole sulla mobilità e minori vincoli all’apprendistato. Infine la discussione su fiscal compact e meccanismo europeo di stabilità è stato anticipato a oggi pomeriggio. Il via libero definitivo è previsto in settimana.