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Data: 19/07/2012
Testata giornalistica: La Nazione
Tagli al trasporto pubblico locale - «Siamo a rischio paralisi. Saremo costretti a tagliare i servizi» L'allarme del presidente della Provincia sulla spending review

«DA SETTEMBRE rischiamo la paralisi. Se il decreto legge sulla spending review confermasse i tagli alle Province non ci sarà nessun efficientamento della spesa, ma solo un drammatico taglio dei servizi». A dirlo è il presidente della Provincia, Simone Bezzini, preoccupato per l'entità e le conseguenze dei tagli previsti dal Dl 95, che ha iniziato l'iter di valutazione in Senato. «Se venisse approvato il decreto - sottolinea Bezzini - in ballo non ci sarà il riordino dell'assetto istituzionale delle Province, ma il loro svuotamento, a danno delle comunità locali». «Il quadro si fa ogni giorno più preoccupante: la nostra Provincia - spiega Bezzini - perderà 6 milioni di euro quest'anno e ben 12,4 milioni nel 2013. Una scure pesante, molto più pesante di quello che avevamo ipotizzato solo alcuni giorni fa, a cui si aggiungeranno i mancati introiti derivanti dalla cessazione dei pagamenti degli affitti da parte dello Stato per gli immobili occupati. Saremo costretti a rimettere mano al bilancio per mantenerne gli equilibri, andando ad azzerare l'operatività dell'ente per evitarne il dissesto. La paralisi dell'attività si concretizzerà, per esempio, nell'impossibilità di garantire la manutenzione dei nostri 1700 chilometri di strade e dei plessi scolastici. Inoltre rischieremo di non poter più garantire l'impegno annuale di 1,8 milioni di euro, per nove anni, che avremmo dovuto prendere con la Regione Toscana per la gara europea sul servizio di trasporto pubblico locale. Si tratterebbe di un milione di chilometri all'anno in meno e la mancata certezza di poter assicurare in maniera uniforme il trasporto scolastico su tutto il territorio». «Una situazione drammatica - conclude Bezzini che va a sommarsi a un contesto locale pesantemente colpito dalla crisi della Fondazione Mps, che sta determinando di fatto il blocco degli investimenti e ritardi nei pagamenti alle imprese per impegni già assunti, con pesantissime conseguenze recessive sull'economia locale. Se non ci saranno ripensamenti, non escludo la necessità di intraprendere iniziative anche clamorose».

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