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Data: 19/07/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
«La Regione mente alla Ue». Nuovo dossier del Wwf su Filò. Pali elettrici, screening del progetto: comitato Via sotto accusa

La commissione regionale Via guidata da Antonio Sorgi finisce al centro di un esposto-bis che il Wwf ha inoltrato ieri a Procura e Commissione europea che indagano sulla filovia. Tecnicamente si tratta di un addendum, una corposa integrazione al reclamo che l'associazione aveva già fatto pervenire a Bruxelles nel 2011 sulla mancata valutazione di impatto ambientale. Parallelamente alle ipotesi di reato sui lavori di Filò al vaglio degli inquirenti, si allargano dunque i contorni del pasticcio amministrativo. A innescare il nuovo esposto del Wwf è la ricostruzione, ritenuta quantomeno fuorviante e omissiva, che Sorgi avrebbe fatto alla Commissione europea rispondendo alla richiesta di chiarimenti sulle tappe dell'opera. A far insorgere gli ambientalisti, in particolare, le risposte sui nodi dello screening ambientale e sulla partecipazione pubblica, cristallizzate nella corrispondenza del primo dicembre 2011 e 15 maggio 2012 con cui la Regione ha risposto all'Ue attraverso la presidenza del consiglio dei ministri.
«Nel 2011 avevamo presentato un primo esposto sulla mancanza di Via, che ha portato all'apertura di una procedura ispettiva della Commissione europea e a un'inchiesta della Procura - premette Augusto De Sanctis, Wwf Pescara -. In questo secondo esposto contestiamo la ricostruzione fuorviante della Regione ai quesiti posti dall'Ue». Nel 2008 la commissione regionale aveva escluso la necessità di assoggettare l'opera a valutazione di impatto ambientale. «Nella prima nota di dicembre 2011 a firma di Sorgi la Regione scrive che l'intervento è stato sottoposto a screening nella seduta del 2008 - dice De Sanctis -: una dichiarazione senza fondamento, in quella sede non si decise lo screening che, sulla base del Dlgs 4/2008, comporterebbe la pubblicazione di un avviso sul Bura e sul web di un rapporto preliminare ambientale, con 45 giorni per le osservazioni. Tutto ciò non si è verificato».
Che lo screening sia mancato, quando invece era necessario, l'hanno peraltro chiarito anche i periti della Procura, spingendo la commissione Via al ripensamento il 3 luglio con la sospensione delle opere che renderebbero Filò a guida vincolata. Ancora: «Nella seconda lettera all'Ue, nonostante si chiedano espressamente chiarimenti su pali elettrici la Regione si limita a parlare solo dei magneti - continua De Sanctis -, mentre già 191 pali sono stati installati come abbiamo ricordato nell'esposto. Ci sono poi le incredibili risposte sulla cronologia del dibattito pubblico: si dice che lo screening è avvenuto de facto, citando conferenze stampa e articoli di stampa, come se potessero considerarsi un surrogato della pubblicizzazione dell'opera. La convenzione di Aarhus prevede che per i progetti con potenziale impatto sull'ambiente i cittadini devono sapere chi è il proponente, dove sono i progetti, modi e tempi per le osservazioni, in modo da poter incidere sulle scelte. L'appalto è stato aggiudicato nel 2006, il progetto esecutivo approvato nel 2008, noi l'abbiamo potuto visionare solo nel 2010». «Ancora una volta siamo stati costretti a rivolgerci alla magistratura, sembra che in Abruzzo si abbia paura di trasparenza e partecipazione», dice Luciano Di Tizio, Wwf Abruzzo.
«Confidiamo nella magistratura, ma il presidente Gtm dia subito lo stop ai lavori, che stanno proseguendo: potrebbero profilarsi anche conseguenze contabili», dice Loredana Di Paola. Esposto inoltrato anche alla Corte dei Conti. Il Wwf ha sollevato infine nel reclamo due nodi: la mancata audizione alla seduta Via del 3 luglio; l'integrazione mancata con il terzo ponte sul Saline, per cui il Wwf aveva chiesto fosse riservato ai mezzi pubblici.

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