Magistrato, polizia e consulenti, sono al lavoro per meglio definire i contorni dell'inchiesta sulla filovia che dovrebbe collegare Pescara a Montesilvano con mezzi a guida vincolata. Un affare da 30 milioni di euro. Nei giorni scorsi il pm Valentina D'Agostino ha consegnato al dirigente della mobile, Pierfrancesco Muriana, i decreti di perquisizioni e sequestri e le contestuali informazioni di garanzia relative ai tre indagati per truffa, falso e turbativa d'asta che sono il presidente della Gtm, Michele Russo, e i due rappresentanti delle società che si stanno occupando della realizzazione dell'opera e della fornitura dei mezzi: e cioè Giuseppe Ghilardi della Balfour Beatty Rail spa e Maurizio Bottari della Vossloh Kiepe.
Acquisite carte e computer, da ieri sono tutti all'opera per spulciare la montagna di documenti alla ricerca di collegamenti impropri tra Russo, responsabile dell'ente appaltante e i vertici delle due società cui è stata affidata l'opera con un finanziamento pubblico di circa 30 milioni di euro, distillati in una serie di pagamenti troppo generosi, secondo gli inquirenti, rispetto al reale avanzamento del cantiere. E’ c’è anche un fatto nuovo fornito dalle dichiarazioni rilasciate al Tgr Abruzzo da Michele Russo: sottolineando la sua estraneità, il presidente della Gtm ha detto di non aver firmato nessun atto e che la paternità di ogni documento endoprocedurale è del responsabile del procedimento. In realtà, va detto che gli investigatori non hanno mai messo al primo posto la questione dell'appalto, anche perché quando venne sottoscritto Russo non ricopriva nessun incarico in Gtm. Il focus dell’indagine è il ruolo di controllo, carente secondo l'accusa, della stazione appaltante sulle due società esecutrici dei lavori. Stanno vagliando, con l'ausilio di due consulenti tecnici, se ci siano stati dei costi gonfiati, se gli stati di avanzamento sono conformi al realizzato, insomma se ci siano state o meno delle irregolarità nel cammino tecnico-amministrativo di questa contestata filovia che ha fatto scatenare anche gli ambientalisti con esposti e denunce.
Nel decreto di perquisizione, quando il Pm D'Agostino dispone tutta una serie di eventuali acquisizioni di atti e documenti anche nelle sedi delle società di Russo, Mirus e studio più, che nulla hanno a che fare con la questione filovia, parla esplicitamente di costi gonfiati in riferimento alle opere realizzate che, nonostante tutto, sarebbero state comunque liquidate dalla Gtm.
C'è poi l'altro aspetto che riguarda l'impatto ambientale di questa filovia (circa 200 pali issati lungo la strada parco dove dovranno correre i fili dei mezzi a guida vincolata) che non sarebbe stato affrontato con la necessaria incisività anche da parte della Regione. E parliamo della Via e di tutto ciò che è collegato a questa autorizzazione mancante che avrebbe dovuto salvaguardare la questione ambientale. Il lavoro di procura, investigatori ed esperti dovrebbe poi definire eventuali responsabilità e accertare se, oltre ai tre personaggi già iscritti sul registro degli indagati, possano esserci altri soggetti coinvolti nell'inchiesta.