Deserta l’assemblea dei soci Come ampiamente previsto, va deserta l’assemblea dei soci del Cstp anche in seconda convocazione. La speranza del capo dei liquidatori Mario Santocchio, che contava oggi di trovare adesioni per il fantomatico fondo da due milioni - che dovrebbe consentire di proseguire l’esercizio fino a fine ottobre - è naufragata di fronte alla realtà. D’altronde i segnali erano chiari già alla vigilia:di fronte a un ordine del giorno (il piano di risanamento industriale) ritenuto già superato, i proprietari dell’ex consorzio avevano già disertato la prima convocazione di martedì. Ieri ci si attendeva l’avvio della procedura di messa in libertà per tutti e 603 dipendenti. Fino a tarda sera nessuna comunicazione era giunta alle organizzazioni sindacali. Ma è solo una questione di tempo:le lettere partiranno. E il tira e molla su una fine ormai scontata diventa sfibrante per gli stessi lavoratori, con Santocchio che prova ancora a prendere tempo nonostante tutto. In azienda ieri è arrivato anche un parere nero su bianco, da parte di un legale esperto in diritto del lavoro e in tema di trasporti, il quale ha caldamente consigliato a Santocchio, tenuto conto che dagli enti proprietari non arriva la volontà di investire,di far partire la procedura di messa in libertà. È un Santocchio particolarmente nervoso, quello che scende dalla sede aziendale di piazza Luciani quasi tre ore dopo l’orario dell’assemblea. Poche parole: «Incontreremo i sindacati e i soci in una nuova assemblea, il 25 luglio».Poco dopo, in una nota ufficiale, il capo dei liquidatori non può far altro che confermare il percorso dei licenziamenti già tracciato con le lettere