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Data: 20/07/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
La Camera contro le seconde case. La Commissione boccia l’emendamento presentato da Lolli e De Angelis

Ricostruzione. Segnali negativi nonostante la deroga al Patto di stabilità per i centri terremotati

L’apertura concessa con la deroga al Patto di stabilità per i Comuni che ricevono fondi per la ricostruzione aveva fatto ben sperare. E invece, nonostante gli incessanti appelli dei sindaci, per le seconde case delle frazioni dell’Aquila e dei comuni del cratere sismico con un unico proprietario non è previsto alcun finanziamento per la riparazione o la ricostruzione degli immobili. La richiesta, contenuta nei sub emendamenti al maxi emendamento allegato al decreto sviluppo che contiene le norme per la fine del regime commissariale e le norme per la ricostruzione, è stata bocciata durante l’esame dei provvedimenti in discussione alle commissioni congiunte Finanze e Attività produttive della Camera. Una notizia ferale che rischia di mettere una pietra tombale sulla rinascita dei borghi e dei centri martoriati dal terremoto del 2009, che rischiano di veder avviata una ricostruzione «a macchia di leopardo», con grave pregiudizio sia per la ripresa dei Comuni stessi sia per l’incolumità dei residenti. Brutte notizie anche per i proprietari degli edifici diversi dalle abitazioni principali, quindi anche le attività produttive, come alberghi, negozi e studi professionali. La norma approvata, infatti, prevede che, nel caso in cui si voglia beneficiare dei contributi per la riparazione, la progettazione, l’appalto e l’affidamento dei lavori deve essere obbligatoriamente delegato al Comune dell’Aquila. Una procedura complessa, che rischia di diventare ancor più elefantiaca nel caso di interventi superiori ai cinque milioni di euro, e i casi sono moltissimi: in questo caso sarà obbligatorio il ricorso ad un bando europeo. Resta ferma la possibilità per i fabbricati ricompresi in aggregato, benché formato esclusivamente da seconde case, di avere l’indennizzo al 100 per cento per le parti private. Ampliati, infine, i casi di incompatibilità di tecnici, amministratori di condominio e presidente di consorzio con il ruolo di rappresentante delle istituzioni e dipendenti della pubblica amministrazione ed enti. Il Governo è invece andato sotto su un altro dei sub emendamenti, sui quali il ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca aveva espresso parere contrario. L’emendamento, uno dei 15 presentati da Giovanni Lolli (Pd), Marcello De Angelis (Pdl) e Sergio Piffari (Idv) per recepire le istanze dei comuni abruzzesi, stabilisce che le varianti urbanistiche necessarie per le pratiche di ricostruzione degli edifici siano approvate obbligatoriamente con accordo di programma. Questo, ha spiegato Lolli, per superare le resistenze da parte degli uffici della provincia dell’Aquila nell’accedere a questa procedure più veloce. Barca si è detto contrario perché la questione va risolta con una norma regionale e non nazionale. Lolli ha chiesto al ministro di fare una controproposta che risolvesse il problema sollevato dall’emendamento, cosa che non è avvenuta. Così il deputato ha chiesto di votare la sua proposta che è stata approvata. Le commissioni Attività produttive e Finanze della Camera hanno approvato, pur con modifiche, l’emendamento del governo al decreto sviluppo che chiude la gestione commissariale della ricostruzione post-terremoto in Abruzzo il 31 agosto. La cosiddetta legge Barca stabilisce che dal 16 settembre inizierà la gestione ordinaria con il passaggio dei poteri ai comuni.

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