ROMA La Fiom risponde con lo sciopero alla decisione di Federmeccanica di convocare lunedì 23 solo Uilm e Fim al tavolo delle trattative per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici. Il mancato invito alla Fiom - che ricorda di essere il sindacato «di gran lunga più rappresentativo per numero di iscritti e voti nelle elezioni delle rsu» - secondo il leader delle tute blu della Cgil, Maurizio Landini, è «una violazione della democrazia molto consistente». Ma per Federmeccanica non si tratta di violazioni dell’accordo interconfederale del 28 giugno 2011 «né alcun intento discriminatorio ma l’esigenza di impostare il negoziato sulla base dei necessari requisiti di buona fede e correttezza». La trattativa si avvierà dunque lunedì solo con Fim-Uilm-Ugl-Fismic che hanno trasmesso le piattaforme per il rinnovo contrattuale da loro firmato nel 2009, senza la Fiom. Dunque lunedì parte una trattativa con i sindacati divisi ancora una volta. La Cgil appoggia in pieno la scelta della Fiom e definisce «incomprensibile e inaccettabile» la posizione assunta da Federmeccanica «di non avviare, con un tavolo congiunto, il confronto per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici». Anche perché, aggiunge, «la Fiom si è ampiamente spesa per indicare, in un nuovo contratto nazionale unitario, la via per superare le divisioni del passato». L’accordo del 28 giugno 2011 impegna, ricorda la Cgil, le organizzazioni sindacali e Confindustria alla certificazione degli iscritti delle singole organizzazioni e dei risultati delle elezioni delle rsu «individuando nel 5% la soglia minima di legittimazione a negoziare». Ne consegue che la Fiom-Cgil ha la piena titolarità di partecipazione al tavolo. Per Landini «una cosa simile non era mai avvenuta e non è utile nemmeno per le imprese. In questo periodo, eccetto la Fiat, non si fanbo accordi separati». Rivolge dunque un appello a Fim e Uilm: «fermatevi finché siete in tempo, fare così significa rinunciare a dei diritti e non affrontare problemi reali». Ma dal segretario della Fim, Giueppe farina, non giungono parole di apertura. L’assenza della Fiom «non è una sorpresa nè una novità. E’ il quarto contratto che salta e la sua assenza non è quindi un impedimento al rinnovo». Intanto la Cgil scenderà in piazza mercoledì 25 luglio per gli esodati. Rimagono fuori copertura, afferma il sindacato, ancora 200 mila lavoratori.