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Data: 21/07/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Il porto punta sul turismo di lusso. Il progetto del l’agente nautico Luise convince gli amministratori, il sindaco: disposti a fare investimenti importanti

ORTONA Il porto punterà con decisione sul turismo nautico di lusso, un appuntamento che qui tutti gli addetti ai lavori fissano alla conclusione dei grandi interventi strutturali ai moli di ingresso e allo specchio sud dedicato a cantieri e diportistica, operazione che costerà 40 milioni da finanziare con fondi comunitari Fas di cui 10 per il dragaggio. L'idea è venuta dal convegno "Abruzzo: lo sviluppo del turismo nautico quale valorizzazione del territorio", ieri pomeriggio alla Capitaneria, in cui l'atteso intervento di Fulvio Luise, il più famoso agente italiano per la nautica di alta fascia economica e presidente di Federagenti Yacht nazionale, ha aperto nuove prospettive allo scalo di San Tommaso. Tanto che il sindaco Enzo D'Ottavio spiega di essere « entusiasta e per nulla spaventato dalla complessità del progetto illustrato da Luise, che ci ha stimolato a ripensare il concetto classico di nautica da diporto, considerando anche i grandi yacht con turisti paganti a bordo alla ricerca di territori e contesti suggestivi. E noi, Ortona e l'Abruzzo, possiamo farcela». Lo sfondo dell'ottimismo del sindaco è doppio. «Da una parte c'è il nuovo Piano regolatore portuale che completa la parte merci e sviluppa il versante dalla parte dei Saraceni», spiega, «ma poi guardiamo al futuro Parco nazionale della Costa teatina che al nostro territorio darà un valore turistico aggiunto». Il porto ortonese come terreno vergine per un'economia da scoprire. E' il pensiero di Leandro Gasperini che per Assomarinas al convegno organizzato da Giuseppe Ranalli per Confindustria di Chieti (di cui è presidente della sezione Trasporti e logistica) e dalla Capitaneria ha parlato di «potenzialità notevoli per Ortona, se si pensa che nella nautica da diporto ogni euro investito remunera per 5,72 euro, secondo i dati del Censis. E' tra le opportunità che un territorio in grado di cogliere il nuovo può girare a proprio vantaggio proprio ora che il settore versa in un disordine legislativo senza precedenti e». Luise è intervenuto portandosi dietro diapositive con diagrammi e filmati che parlano del movimento innescato da Luise Associates con 40 aziende tra l'Italia e il resto del mondo in rapporti consolidati con grandi armatori di navi da diporto e società di noleggio charter. «Ortona e l'Abruzzo», ha detto davanti al pubblico della sala riunioni della Capitaneria, «possono intercettare, con le attrattive di cui già dispongono, un flusso turistico che riguarda una ristretta elite anche di nuovi ricchi dei paesi dell'Est e delle potenze economiche emergenti, disposti a spendere cifre da capogiro per una vacanza in yacht con pochi passeggeri, denaro che rimarrebbe in gran parte sul territorio». Secondo l'esponente della storica famiglia napoletana di agenti nautici, «Ortona può cominciare da subito come scalo tecnico per grandi imbarcazioni da diporto e yacht, visto che la cantieristica in funzione qui è già tra le più qualificate dell'Adriatico. Uno scalo», annota, «che potrebbe estendersi all'intero arco dell'anno. Gli equipaggi risiederebbero qui, ma perché questo avvenga il territorio e la comunità locale dovranno attrezzarsi per facilitare il soggiorno sotto ogni profilo, da quello immobiliare fino all'approvvigionamento degli alimentari, visto che parliamo di stranieri con culture talvolta lontane dalla nostra».

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