Iscriviti OnLine
 

Pescara, 03/04/2026
Visitatore n. 752.820



Data: 21/07/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Uffici tagliati, a rischio 600 posti La Cgil: pronti allo sciopero

Studio del sindacato sul futuro dei dipendenti pubblici teramani dopo la riforma Monti Di Odoardo e Marcattili: risparmi solo dove ci sono sprechi, i servizi non vanno peggiorati

TERAMO Quando il decreto sulla spending review diventerà realtà 573 dipendenti pubblici, con contratto a tempo indeterminato, perderanno il lavoro in provincia di Teramo. E' quanto emerge dai calcoli della Cgil sul territorio teramano monitorando i 5.758 dipendenti assunti nei settori degli enti locali ( Comuni, Provincia e comunità montane), della sanità, del parastatale, delle agenzie fiscali e dello Stato. Oltre ai 573 dipendenti pubblici sarebbero a rischio "taglio" anche 40 dei 200 dirigenti al vertice di tutti gli enti. In totale, dunque, ben 613 persone sono nel "mirino" della manovra governativa che ha l'obiettivo di cercare di risanare i conti della spesa pubblica. Un numero elevato che potrebbe assumere contorni ancora più impressionanti (mille lavoratori) se, per esempio, si includessero anche i dipendenti di società partecipate o "in house". Ieri, nel presentare i dati nella sede teramana della Cgil, il segretario provinciale Giampaolo Di Odoardo e il segretario provinciale della Fp Cgil Amedeo Marcattili hanno annunciato battaglia: «Ad agosto andremo nei posti di lavoro ad esporre la nostra posizione e, se non ci saranno cambiamenti, a settembre ci sarà lo sciopero generale» hanno annunciato. Marcattili ha aggiunto: «I tagli vanno fatti dove ci sono effettivamente gli sprechi. Alla Asl, per esempio, molti infermieri non possono andare in ferie perchè manca il personale. Fare a meno di così tante persone significa dare un servizio peggiore ai cittadini e, di conseguenza, aggravare la situazione». Per Di Odoardo «la pubblica amministrazione è una delle condizioni per favorire lo sviluppo economico e industriale». Se i tagli andranno in porto, i dipendenti verranno messi in disponibilità per due anni (cioè a disposizione di altri enti che vorranno prenderli) con il pagamento dell'80 per cento di stipendio e se si hanno i requisiti per la pensione la disponibilità si allunga a quattro anni. «Che logica ha pagare all'80 per cento una persona e farla poi restare a casa ?», si chiede il segretario provinciale della Cgil. Questi, nel dettaglio, i dipendenti che per la Cgil sono a "rischio": 269 nella sanità (Asl e Istituto zooprofilattico); 202 negli enti locali; 48 nell'ambito statale (questura, motorizzazione, archivio di Stato, direzione provinciale del lavoro, dipartimento amministrazione penitenziaria, procura, prefettura, tribunale, ex provveditorato e dipartimento del Tesoro); 31 nel parastatale (Inps, Inail, Inpdap, Aci Pra, Parco Gran Sasso-Laga) e 23 nelle agenzie fiscali (Agenzia delle entrate e agenzie del territorio). E oggi a Mosciano convegno del Pd per parlare della spending review (ore 10 sala di Sviluppo Italia).

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it