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Data: 26/07/2012
Testata giornalistica: Il Mattino
La crisi del tpl - Cstp, il terzo giorno di stop, c’è l’ipotesi precettazione. La rabbia dei salernitani: «Trenta euro buttati, l’abbonamento è una beffa». Intanto le ditte private fanno soste «fuorilegge» sulle tratte comunali

Cstp, oggi i bus restano nei depositi per il terzo giorno di fila. E per i prossimi giorni non si prevedono cambi di rotta, anche se dal Comune fanno trapelare una scadenza precisa: entro il 10 agosto il servizio verrà affidato con procedura d'urgenza. Il motivo dello stop è sempre lo stesso: fermo tecnico, tutti i mezzi sono fuori uso. Un luglio nero, con i salernitani ancora una volta lasciati a piedi: con quello di ieri sono nove i giorni di sospensione totale del servizio. Una circostanza che rischia di abbassare il livello di solidarietà dei cittadini nei confronti dei lavoratori, che invece puntavano sull'appoggio degli utenti nella loro battaglia. Lavoratori ai quali, va da sè, finora sono state fatte promesse mai mantenute, non ultima quella sui licenziamenti che dovevano essere sospesi fino al 31 ottobre ma che sono partiti giovedì. Tra i punti venuti fuori dalla riunione in prefettura dell'11 luglio, però, c'era la ripresa del servizio di trasporto. «Non saranno tollerate - scrisse allora il prefetto nella premessa al verbale di riunione - manifestazioni o atteggiamenti che violano la legge e i diritti dei cittadini, vedi sospensioni del servizio di trasporto pubblico o blocchi stradali». Certo, sostengono i lavoratori, anche altri impegni sono rimasti disattesi, come quello sui licenziamenti. Però siamo al terzo giorno di fila di interruzione, con gli utenti sull'orlo di una crisi di nervi e nonostante le prescrizioni venute dalla prefettura. Ieri serpeggiava la voce di un'imminente precettazione. Il prefetto Gerarda Maria Pantalone non rilascia dichiarazioni su una vicenda che viene ritenuta incandescente dai funzionari del palazzo di governo. «Si tratta di una situazione in divenire - fanno sapere dalla prefettura - La precettazione è regolata da una legge, la 146 del '90, nel caso ce ne fossero i presupposti le procedure saranno seguite. Nell'immediato, cioè stasera, non sarà così, anche se nulla toglie che potrà succedere in futuro». I prefetti, secondo quanto recita la legge citata, possono esperire «un tentativo di conciliazione, da esaurire nel più breve tempo possibile, e se il tentativo non riesce, adottano con ordinanza le misure necessarie a prevenire il pregiudizio ai diritti della persona costituzionalmente tutelati». Da Napoli, intanto, non arrivano buone notizie per quanto riguarda la richiesta di transazione, nella causa da 14 milioni che vede Cstp e Regione rivali. Nonostante l'azienda abbia fatto avere i propri conteggi all'assessore Vetrella, da palazzo Santa Lucia sembra non ci sia intenzione di aprire il portafoglio, anche per non prestare il fianco ad altre vertenze simili, che provocherebbero un effetto valanga. Intanto i 603 dipendenti, per i quali ormai si è aperta ufficialmente la procedura di messa in mobilità, restano in una sorta di limbo, sospesi e senza neanche una precisa strategia condivisa di lotta. Ieri molti di loro erano al deposito di Fuorni, dove hanno incontrato l'assessore comunale Luca Cascone, per chiedergli rassicurazioni sul futuro. Mentre i segretari provinciali incontravano poi l'assessore provinciale Luigi Napoli, chiedendo lumi sulla manifestazione d'interesse condivisa, altri lavoratori dell'ex consorzio andavano a colloquio con Simone Spinosa, il presidente della Sita Sud, una delle sei aziende che ha risposto alla manifestazione d'interesse del Comune. L'altro colosso del settore, Arriva Italia, avrebbe manifestato qualche perplessità sulla puntualità dei corrispettivi; la Sita si è detta disposta a coprire anche i chilometri della provincia e ad assorbire non solo gli autisti - che sono 468, gran parte della forza lavoro - ma tutti i dipendenti, anche se alle sue condizioni. Cioè la riassunzione ex novo e il blocco della contrattazione per tre anni. Oltre alla totale rimodulazione del servizio - molte linee finirebbero con il diventare «doppioni» - e al probabile ricorso ai contratti di solidarietà, dal momento che l'azienda deve gestire già alcuni esuberi propri. Il Cstp resta un'azienda considerata «appetibile»: con i lavoratori Spinosa si è detto ottimista e «aperto alla concertazione», anche se ha definito prematuro ogni piano d'azione prima che alla Sita venga affidato il servizio.

Incredulità alle fermate gli utenti in rivolta «Ma capiamo gli autisti» Appello del Comune: bus in strada «Entro il 10 agosto il servizio dovrà essere affidato d’urgenza»

Facile immaginare la rabbia dei cittadini costretti anche ieri a lunghe e inutili attese alle fermate del Cstp. Abbonamenti e biglietti acquistati negli ultimi tempi sono rimasti intonsi. «Abito al Quartiere Italia e sono qui al centro per commissioni. Sono alla fermata da oltre un’ora e non sapevo che il servizio fosse interrotto. Credevo che almeno qualche autobus passasse». È lo sfogo del signor Luigi che definisce «una vera e propria odissea» il blocco della circolazione dei mezzi pubblici. «La condizione – aggiunge - è diventata insostenibile dallo scorso anno». Guai a parlare dell’abbonamento. «Quello mensile dal costo di 30 euro l’ho usato solo per otto giorni».Parole condivise da molti. Amareggiata e delusa, la signora Annamaria Santoriello rincara la dose: «E che lo paghiamo a fare l’abbonamento? Per questo mese non l’ho preso, non ne vale la pena. Io abito a Cava e per oggi chiederò a qualcuno di darmi un passaggio. E’ una condizione insopportabile perché mette a rischio il lavoro della gente. Io non ce l’ho con gli autisti, anzi Con loro sono solidale. La responsabilità è dei vertici».Solidarietà ai lavoratori Del Cstp anche da una giovanissima utente, Monica Calvanese, che in Compagnia di due amici deve raggiungere Mercatello da Piazza della Concordia «Da un lato noi utenti viviamo il disagio e le conseguenze dello stop ai bus. Dall’altro,però,ci sono i dipendenti del Cstp e i loro diritti, in particolare quelli dei lavoratori precari che si trovano in una situazione ancora più difficile. Ci scoccia il disservizio,ma è altrettanto importante tutelare il proprio lavoro». Disagio a parte, c’è chi analizza l’evento anche da un diverso punto di vista. È il caso di Adriana Manzo, costretta ad aspettare l’autobus che non arriverà mai, in compagnia della sua bimba: «Il blocco ha messo in ginocchio la città. Noi paghiamo le tasse ma abbiamo paura a lamentarci.Èquasicomesenoncifossecoscienzadiquellochestaaccadendo. E mentre siamo tutti sufficientemente arrabbiati, nessuno invece è sufficientemente propositivo».

Privati in strada soste «fuorilegge» sulle tratte comunali

Sita, Leonetti, Pecori, Giuliano, Lamanna, Stromillo e altre ancora. Sul territorio della provincia di Salerno le ditte private di trasporto locale circolano regolarmente. Anche troppo. Nel senso che qualche volta gli autisti dei bus contravvengono al divieto di effettuare soste sul percorso urbano di Salerno, coperto sulla carta dal Cstp. Sull'argomento di recente è arrivato anche un ordine di servizio della Sita Sud, che già in passato aveva numerose volte invitato, nero su bianco, il proprio personale a non effettuare fermate nel tratto di servizio urbano. Ieri mattina, però, più di un testimone si è imbattuto in un mezzo di una ditta privata - nella cui gestione sarebbe coinvolto persino un familiare di un dipendente del Cstp - a piazza Malta, poco prima delle 8.30, fermarsi e caricare numerosi passeggeri, che attendevano inutilmente alla fermata le sagome dei bus del Cstp. Un atto che, naturalmente, non va giù ai lavoratori dell'ex consorzio, che da stamattina annunciano una sorta di «controlli» alle fermate, per constatare se davvero vedere i privati si lasciano andare a episodi di concorrenza sleale. Controlli che, invece, il Comune di Salerno aveva avviato ufficialmente, con l'istituzione di una «task force» anti-sciacalli. Per alcuni giorni i vigili urbani al comando del maggiore Bruscaglin hanno controllato alle fermate sparse in città se i mezzi di altre ditte private trasportavano passeggeri sul territorio urbano. Un giro di vite che, però, avrebbe creato ulteriori ruggini nei rapporti già delicati con palazzo Sant'Agostino. Alle prime contravvenzioni nei confronti degli autisti dei mezzi, infatti, sarebbe scattata la reazione della Provincia, con una lunga nota ufficiale indirizzata a palazzo di città, corretta dal punto di vista dei contenuti e delle osservazioni ma piuttosto piccata nella forma. Bus ancora fermi nei depositi: Luca Cascone, assessore alla mobilità del Comune di Salerno, invita formalmente i dipendenti del Cstp a riprendere il servizio, dopo due giorni consecutivi di stop che, con ogni probabilità, oggi diventeranno tre. «Comprendo le ragioni dei lavoratori, da mesi senza stipendio - dice Cascone - ma questa situazione non può riversarsi sugli utenti incolpevoli». Un appello che ha anche un sottofondo politico: proprio perché le ditte private coprono il servizio, gli effetti dello stop del Cstp in provincia sono meno clamorosi. Mentre diventano devastanti a Salerno, dove non c'è alternativa al Cstp. E dove i cittadini salernitani rischiano di mettere nel mirino di una eventuale protesta anche l'assessore di riferimento.

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