LA CORTE Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità di una parte della normativa sui servizi pubblici e l'effetto immediato di questa sentenza è il reinserimento della clausola sociale nella legge sul trasporto pubblico regionale in discussione in Regione. Allo stesso modo il ricorso alla gara pubblica non sarà più così automatico come previsto dalla normativa modificata da poco. Lo ha annunciato con una lettera ai sindacati l'assessore ai trasporti Enrico Vesco, che già venerdì porterà l'emendamento in giunta. Proprio sulla cancellazione della clausola sociale si era arenato il confronto tra l'ente Regione e i rappresentanti dei lavoratori, che contestavano l'assoluta mancanza di garanzie per gli addetti delle aziende di trasporto coinvolte dal processo di unificazione, ma la modifica della legge in questo senso era stata una scelta praticamente obbligata. Ad intimare le variazioni era stato infatti il Garante per la concorrenza proprio in base alla disciplina di adeguamento della normativa sui servizi pubblici locali in seguito al referendum popolare sull'acqua. La Corte Costituzionale con una sentenza pubblicata il 20 luglio scorso ha cassato l'articolo 4 della legge 138 del 2011, quella presa a spunto dal garante per chiedere l'eliminazione delle norme incriminate nella legge regionale. Caduta quella disposizione, le norme verranno ripristinate immediatamente. «Con soddisfazione - sottolinea Vesco - posso dire ai sindacati di stare tranquilli perché provvederemo immediatamente a modificare la normativa».