ROMA I tagli annunciati dalla revisione della spesa pubblica (la spending review) stanno provocando forti reazioni e timori. Oggi per protesta resteranno abbassate le saracinesche delle farmacie. A settembre Cgil e Uil bloccheranno con lo sciopero tutto il pubblico impiego. Per le Regioni diventerà impossibile garantire i servizi sanitari, sociali e i trasporti ai cittadini. Alcuni Comuni ad agosto potrebbero non essere in grado di pagare gli stipendi. E l’Unione Province ribadisce che l’anno scolastico è fortemente a rischio. La presidente di Federfarma, Annarosa Racca, ha confermato che, a parte quelle di turno, oggi e domani le farmacie saranno chiuse per una serrata. La protesta riguarda il servizio notturno e i conseguenti posti di lavoro a rischio. Le conseguenze dei tagli saranno «minori introiti» per le farmacie, hanno spiegato da Federfarma, «ma anche meno servizi per i cittadini». Con i tagli i primi a saltare «saranno i turni notturni che costano 160 euro. Se diminuisce la redditività diminuiranno anche quelli. E le farmacie faro (quelle sempre aperte di notte) potrebbero sparire». A rischio anche la consegna a domicilio dei farmaci. Dove le farmacie gestiscono «gratuitamente» il servizio unico di prenotazione delle prestazioni sanitarie (cup) potrebbero non farlo più molto presto. Ma ieri sera i relatori alla Commissione Bilancio del Senato hanno depositato un emedamento che elimina gli aggravi alle farmacie a favore del servizio sanitario e la quota delle aziende per le regioni. Sul versante degli enti locali la situazione è molto pesante. «Alcuni Comuni, anche capoluoghi, iniziano ad avere difficoltà di cassa e ad agosto potrebbero non riuscire a pagare gli stipendi ai propri dipendenti» ha detto Alessandro Cattaneo, sindaco di Pavia e vice presidente dell’Anci. Ieri Vasco Errani, presidente dell’Emilia-Romagna e della Confererenza delle Regioni, ha annunciato che «nel combinato disposto tra spending review e manovra 2012-2014 c’è un taglio così pesante alla sanità da non rendere sostenibile e possibile il patto per la salute». Errani ha detto che il rischio è di «azzerare» gran parte dei servizi attualmente erogati in tema di assistenza e trasporti. I lavoratori del pubblico impiego si fermeranno a fine settembre per lo sciopero generale del settore proclamato da Cgil e Uil. I sindacati hanno definito una «provocazione» l’assenza del ministro Patroni Griffi alla riunione fissata per ieri. Il ministro ha così riconvocato un incontro per il 30 luglio ma i temi della protesta restano inalterati. «Inviteremo i cittadini ad essere con noi - ha commentato Rossana Dettori segretaria Fp-Cgil - perché la manovra farà aumentare quanto i cittadini mettono di tasca propria per i servizi, come il ticket e il contributo per la mensa scolastica». Anche la scuola rischia. «In queste condizioni - ha commentato il presiente dell’Unione province, Castiglione - il nuovo anno scolastico non potrà avere un avvio regolare». Tensione anche sugli esodati. Oggi si terrà una manifestazione nazionale a Roma con Camusso, Bonanni e Angeletti.