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Pescara, 19/06/2026
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26/07/2012
Il Messaggero
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Legge Barca, ok dalla Camera
il provvedimento passa in blocco
Testo blindato dalla fiducia, tanti aspetti da chiarire |
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L’inaspettato ricorso alla fiducia anche alla Camera (approvato con 475 voti favorevoli, 80 contrari e 9 astenuti) non ha consentito, come era previsto, il voto articolo per articolo e dunque la cosiddetta «legge Barca» per la ricostruzione, contenuta sotto forma di maxi emendamento nel decreto sviluppo, è passata ieri in blocco. Il testo che diventerà legge dopo il passaggio in Senato, però, potrà ancora subire correzioni. Evidentemente non nel dibattito parlamentare, ma attraverso gli ordini del giorno approvati ieri (che sono, però, meri impegni presi dal Governo e non è detto che saranno rispettati) e soprattutto con futuri decreti e ordinanze. Con gli ordini del giorno approvati (alcuni con lievi modifiche) il governo si è impegnato: a equiparare allo stato di orfano del terremoto anche chi ha perso un solo genitore; a chiarire con interpretazione autentica la differenza tra contributo e indennizzo; a finanziare in toto la ricostruzione dei centri storici (in questo modo si supererebbero i problemi legati alle seconde case); a ripianare i bilanci dei Comuni; a estendere i benefici del de minimis. Inoltre, come da intese, è stato chiarito con ordine del giorno il ruolo degli uffici speciali. Lolli ha parlato di «passi avanti» di «provvedimento accettabile sul quale si continuerà a lavorare». Mantini, invece, ha diffuso una nota per dire che il governo ha sì accolto l’ordine del giorno Udc, a sua prima firma, con cui si impegna a favorire il pieno ritorno alla legislazione ordinaria, ma non ne ha accolto le premesse critiche. Tra queste: «Sono stati introdotti «tetti» alla libertà di impresa e delle professioni, distorsivi della concorrenza; è stata introdotta un'ampia riserva (fino al 50 per cento dei posti), in deroga ai principi di merito, delle assunzioni agli uffici speciali; è prevista una disciplina speciale di incompatibilità di carica che impone di scegliere tra cariche elettive o amministrative e lavoro professionale, in contrasto con le ordinarie norme del testo unico degli enti locali; viene definito «contributo» l’indennizzo elargito per ristorare i danni del terremoto, con l'effetto di un generalizzato e insostenibile ricorso alle procedure di gara; sono introdotte numerose norme che prevedono, con effetti retroattivi, la sostituzione del Comune ai consorzi; non vengono garantite misure certe per l’indennizzo degli edifici diversi dall’abitazione principale». «La legge Barca - ha detto Mantini - piace al Pd, che l’ha sostenuta, ma non a noi che continueremo in modo fermo e costruttivo l’azione per cambiare o migliorare». Infine è esplosa una polemica sulla possibilità che la nuova sede del Gran Sasso Institute possa essere localizzata all’Asilo Occupato in via Duca degli Abruzzi. L’assemblea ha tuonato: «Pensiamo che il voler insistere a tutti i costi a far nascere questo progetto sulla pelle dell'unica realtà che si occupa di sociale nel centro della città, sia sbagliato e dannoso, ci opporremo ad una simile ingiustizia in ogni modo».
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