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Pescara, 09/05/2026
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19/01/2007
Il Centro
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Porto e aeroporto, Abruzzo porta d'Oriente. Srour: traffici con Mediterraneo e Balcani, necessarie nuove infrastrutture |
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PESCARA. «Competitività e coesione». Sono le due parole chiave che l'assessore regionale alle politiche del Mediterraneo Mimmo Srour ripete per indicare la strada che l'Abruzzo dovrà percorrere per avere un ruolo all'interno delle nuove politiche comunitarie, quelle legate ai fondi 2007-2013 per l'innovazione e lo sviluppo. Si tratterà di un lavoro che prevede la sinergia di più protagonisti: le istituzioni, gli enti locali, le città, le università. Assessore Srour oggi e domani all'Aquila si terrà il convegno "Piattaforme transregionali e piani strategici delle città", quale sarà il nuovo ruolo che l'Abruzzo potrà giocare non solo nel centro Italia ma nel Mediterraneo? «Un ruolo ambizioso come punto di snodo di merci e culture. Valorizzeremo la nostra posizione geografica nell'ambito di un progetto Europeo che oggi punta a dimensioni transnazionali». Con quali infrastrutture? «Il convegno farà il punto della situazione ed indicherà anche i piani strategici da percorrere. Abbiamo in cantiere il grande progettto del porto di Ortona che nei piani della Regione diverrà uno snodo essenziale nei traffici marittimi mediterranei e dei balcani, sarà una porta verso l'Oriente, in questo contesto rientra la realizzazione dell'aeroporto sul mare da realizzare ad Ortona ma, attenzione, senza fermare lo sviluppo di quello di Pescara che sta facendo un grande salto di qualità. Il porto di Ortona sarà interconnesso con sistemi stradali e ferroviari con l'Interporto di Manoppello e le autostrade. L'obiettivo è da un lato intercettare i traffici marittimi e dall'altro far circolare le merci sulla nostra regione». Non c'è il rischio che l'Abruzzo diventi solo un punto di passaggio, senza averne ricadute economiche e produttive? «Questo è il secondo aspetto del piano di "Competitività e coesione". Il progetto vede una nuova organizzazione del territorio: delle città e dei paesi, secondo gli obiettivi strategici indicati dalla Ue». Assessore Srour può farci un esempio per uscire dal vago? «Si tratta di mettere in "rete" tre livellli: le città di media grandezza che sono quelle di capoluogo, la cosiddetta "città lineare della costa" che include tutti i centri costieri; ed infine i borghi che rappresentano una risorsa particolare. Se i livelli si integrano possiamo avere vantaggi, ossia, un territorio organizzato capace di attrarre imprese; possiamo così invertire il modello: l'Abruzzo sarà la terra capace di accogliere chi delocalizza la produzione. Ambiente e turismo rappresentano gli altri anelli dello sviluppo. Ma c'è ancora un aspetto sul quale puntiamo: il sistema universitario, sarà la base della nostra piattaforma di sviluppo». Sulla carta appare tutto possibile, ma lei assessore Srour pensa che i fondi ci saranno per progetti così impegnativi? «Abbiamo un mix di sostegni: Comunitari, nazionali e regionali; il vero nodo non sono i fondi, l'Europa infatti finanzierà solo progetti di "sviluppo e inclusione"; per questo è necessario il superamento dei localismi, delle competizioni tra zone e zone, delle mentalità e delle politiche conflittuali. Il presidente della giunta, Ottaviano Del Turco ha la cultura e la visione giusta per dare concretezza a questo cambiamento».
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