Continua il fermo tecnico dei bus del Cstp, ma dai depositi inizia a uscire qualche mezzo. Nulla di trascendentale: poco più di dieci turni, tra Salerno, Pagani e Santa Maria di Castellabate. Ma comunque alle fermate appare qualche sagoma con il logo dell'ex consorzio. Un segnale, rispetto al deserto del giorno prima. Con un carico di dubbi e incertezze sul futuro, con due mesi di stipendio arretrati - più quattordicesima e vecchi premi di produzione - è difficile per i dipendenti seguire una strategia condivisa, senza sapere se porterà risultati concreti. I «dissidenti» usciti dai depositi, sibilano i ben informati, sarebbero iscritti ai sindacati più vicini all'ex presidente, oggi capo del collegio dei liquidatori, Mario Santocchio, che proprio ieri mattina ha lanciato ai lavoratori l'appello a riprendere il servizio. Un invito che, probabilmente, cadrà nel vuoto anche oggi. Il numero degli autobus che uscirà dai depositi, sembra di capire, non dovrebbe superare di molto quello di ieri. Continua anche, dopo un lungo periodo di scontri verbali e politici, l'inedita collaborazione tra Comune e Provincia nell'approntare un percorso unitario, una sorta di delibera «congiunta» nell'affidamento del servizio, anche se le due procedure saranno diverse e i contratti di servizio separati, come avviene già oggi. Ieri mattina, durante la riunione di giunta comunale, è stato approvato l'invito a rilevare il servizio, da inviare alle sei aziende che hanno partecipato alla manisfetazione d'interesse perché facciano arrivare le loro offerte concrete. Stamattina lo stesso passaggio formale è previsto a palazzo Sant'Agostino, alle 12 in giunta, con l'approvazione della manifestazione d'interesse, che comprenderà le sei aziende già interpellate dal Comune più altre, tra le quali l'Air, a partecipazione totalmente della Regione. «Una procedura trasparente - dice l'assessore provinciale Luigi Napoli - Oggi chiederemo formalmente che alla commissione che vaglierà le proposte partecipi anche un delegato del prefetto. Entro metà agosto contiamo di individuare il soggetto che effettuerà il servizio, naturalmente solo se si fermerà il trasporto pubblico». I prossimi passaggi previsti sono la risposta delle aziende, il vaglio delle proposte e l'aggiudicazione, che come già anticipato, dovrebbe vedere la procedura conclusa entro due settimane. Favorite, naturalmente, le ditte che riassorbiranno tutti i dipendenti e quelle che propongono, nella programmazione dell'esercizio, l'interconnessione con le linee comunali. Nell'interruzione del servizio e nel periodo di fermo, che dovrebbe coincidere con la riassunzione dei 603 dipendenti messi in libertà, il rebus di tutta la vicenda. Alla soluzione lavora indefessamente l'assessore comunale Luca Cascone, che studia - insieme a un dirigente del settore - chiuso nella sua stanza, dalla quale può uscire solo per la giunta e per incontrare il collega Napoli. È prudente Cascone (che ancora parla di «eventuale subentrante al Cstp»), nel maneggiare la bomba sociale dell'ex consorzio, preoccupato dai possibili sviluppi della vicenda e dalle possibili reazioni dei dipendenti. «Dovrà essere - dice - una transazione dall'impatto quanto più possibile morbido e dallo stop più breve possibile».