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Data: 27/07/2012
Testata giornalistica: Il Mattino
Trasporti, l’Amu taglia le spese

Ariano Irpino. Diventa sempre più difficile far quadrare i conti dell'Azienda Mobilità Ufitana. Neanche un recente vertice a Napoli tra l'assessore regionale ai Trasporti Vetrella e i rappresentanti dell'Amu è servito a diradare i dubbi sulle prospettive future dell'azienda. Anzi, nel caso in cui la Regione si decidesse a regolare con un proprio bando l'appalto per la gestione dei servizi a livello regionale, scavalcando di fatto le amministrazioni provinciali che finora non sono riuscite a dar corpo ad alcun piano locale dei trasporti, l'Amu incontrerebbe sicuramente nuove difficoltà per sopravvivere. Si dovrebbe associare necessariamente con altra azienda o addirittura gestire i servizi attuali in sub-appalto. Né è servito l'appello dei rappresentanti dell'Amu all'assessore Vetrella a rivedere il contributo regionale che l'azienda riceve per i servizi minimi essenziali. L'Amu incassa attualmente, infatti, un contributo di un euro e 80 centesimi per chilometro, ma solo per 116 mila chilometri l'anno. In pratica per una parte delle corse sulla dorsale Manna- Camporeale. L'azienda, tuttavia, è autorizzata a percorrere 400mila chilometri l'anno, mentre fino allo scorso anno ne percorreva 524mila. È evidente che aggiungendo il contributo regionale a quello comunale (440mila euro), l'Amu non riesce ugualmente a tenere i conti a posto. Senza contare che si stanno facendo economie anche sulle riparazioni e manutenzioni e che alcuni mezzi dovrebbero restare solo nei depositi. Se il ritmo è quello di 15-16 mila euro di deficit al mese, a fine anno risulterà inevitabile mettere mano a ulteriori tagli alle spese e al personale. Lo scorso anno fu necessario abbattere il capitale sociale di 200mila euro. I sindacati sanno benissimo di questa condizione (a luglio non sarà neanche corrisposta la quattordicesima al personale) e non a caso sono stati nuovamente convocati per i prossimi giorni per un'esame più approfondito dei conti. In realtà, della situazione dell'Amu si discute da tempo, ma mai in maniera approfondita nella sede più opportuna, ovvero nel consiglio comunale. Il capitale dell'azienda è detenuto per l'intero ammontare nella mani del Comune, che, tuttavia, non riesce né ad aprirsi ad altri privati, né a coinvolgere nella gestione gli altri comuni limitrofi. Sebbene ci sia una espressa richiesta in tal senso da comuni di Montecalvo Irpino, Savignano, Greci, Casalbore e Montaguto. Si va avanti solo tra mille difficoltà e l'impegno dei dipendenti. Né può contribuire a far cambiare molto le cose l'annunciato incarico al personale dell'Amu con la qualifica di ausiliario del traffico di controllare i silos parcheggi e i ticket per la sosta a pagamento lungo le strade del centro storico. Si tratterebbe sempre di poca cosa. Così come si ricaverebbe davvero poco anche dal mettere in funzione il lavaggio di località Fiumarelle per gli esterni. Insomma, ci vuole un vero piano di rilancio dell'azienda. Un piano che si basi sulla domanda effettiva dell'utenza. O perlomeno sulle potenzialità esistenti. I riferimenti del passato non valgono più. Tra l'altro da tempo non si fa neanche una campagna di sensibilizzazione all'uso del mezzo pubblico. Una necessità avvertita dai commercianti che si son detti disposti a portare avanti iniziative promozionali, ma a condizione che ci sia un servizio di trasporto pubblico efficiente, parcheggi liberi e costi dei titoli di viaggio non elevati. Come insegnano le nuove disposizioni in materia di traffico: sono aumentate le aree con la sosta a pagamento e diminuite quelle con le strisce bianche.

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