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Data: 27/07/2012
Testata giornalistica: La Repubblica
Si arena la spending review in Sicilia, l'Ars prende ancora tempo

LA SPENDING review supera, al terzo tentativo, l'esame della giunta di Palazzo d'Orleans ma finisce nell'ingorgo di un parlamento regionale davanti al baratro di fine legislatura. Se l'assessore all'Economia Gaetano Armao, da Roma, sollecita l'approvazione delle norme che tagliano la spesa in Sicilia («il ministro Gnudi ha espresso apprezzamento») i deputati all'Ars fanno i conti con un calendario che all'improvviso si rivela troppo fitto: otto leggi da approvare entro martedì, quando Raffaele Lombardo si presenterà a Sala d'Ercole per annunciare le dimissioni. Il testo sulla spending review - che contiene una norma che snellisce gli organici regionali con il pensionamento o la mobilità di duemila dipendenti - ha visto il via libera della giunta martedì sera ma non ha iniziato il suo cammino in commissione Bilancio. Il presidente della commissione, Riccardo Savona, ha chiesto che il provvedimento, presentato sotto forma di maxiemendamento (62 commi), venga trasformato in un disegno di legge vero e proprio. Una richiesta che non favorisce un iter spedito, visti anche i tempi stretti, ma Savona ha assicurato che la commissione si riunirà anche sabato per varare la manovra. «La parte più pesante riguarda proprio il personale - spiega Savona - ma non ci saranno licenziamenti». In realtà, sul testo benedetto anche dal governo nazionale sono già sorte proteste sindacali: «Esprimiamo un forte dissenso sul metodo con cui - dice Claudio Barone, segretario della Uil - è stato messo a punto dal governo siciliano il piano di tagli alla spesa. Tra le misure si parla anche di mobilità per il 20 per cento dei dipendenti della Regione e degli enti collegati. Va detto, in realtà, che si tratterebbe però di veri e propri licenziamenti. Su provvedimenti di questo genere sarebbe comunque opportuno aprire un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali». E i sindacati autonomi (Cobas, Sadirs, Siad) hanno scritto una lettera a Lombardo per chiedere «aggiustamenti all'emendamento sulla spending review, anche al fine di contribuire alla costruzione di un percorso equo e solidale a fronte della campagna demagogica di questi giorni portata avanti da certa stampa nazionale». Ambienti governativi ritengono che questa reazione sia collegata anche al taglio dei permessi sindacali contenuto nella legge. Insomma, rimane arduo il cammino delle norme taglia-spese. Anche perché, nello stesso testo sottoposto al parlamento c'è pure una riduzione dei trasferimenti all'Ars: 15 milioni di euro in meno nel 2012, 20 milioni in meno nel 2013. E puntualmente, nelle voci dei perplessi, risuona la famosa metafora dei tacchini che mai e poi mai potrebbero festeggiare il Natale. «Ognuno, a questo punto, si assume le proprie responsabilità: il governo ha approvato i tagli, così come si era impegnato a fare a Roma», dice Armao. E che la situazione finanziaria siciliana rimanga critica lo ha confermato ieri Rita Arrigoni, presidente della Corte dei Conti siciliana, nel corso di un'audizione in commissione Bilancio alla Camera. La Arrigoni, nella sua relazione, fa cenno alla situazione di cassa aggiornata al 18 luglio: la Regione, in quel momento, si trovava con una disponibilità di sei milioni. Come se una famiglia media italiana avesse in banca depositi per quattro euro. E tutto ciò, si badi, a fronte di titoli di spesa per 1.339 milioni e altri debiti per 796 milioni. L'allarme è giustificato, malgrado i recenti trasferimenti statali. La spending review dovrebbe rappresentare una prima cura: «Il problema non è la bontà del provvedimento ma è costituito dai tempi a nostra disposizione», dice Cascio. «In ogni caso - prosegue - ho autorizzato la commissione a riunirsi anche sabato, gli uffici potranno lavorare domenica e da lunedì il testo sarà esaminato dall'aula». Una no-stop, insomma, primo dello scioglimento del parlamento. E il presidente dell'Ars, a sorpresa,è prontoa rubare qualche giorno di lavoro anche a legislatura formalmente conclusa: «Io credo che, se sarà necessario, potremo continuare l'esame della legge anche dopo le dimissioni di Lombardo previste per martedì. Siamo davanti a un'esigenza straordinaria sottolineata anche dal governo nazionale».

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