ROMA. Nessun commissariamento, ma un cda a tempo, leggero e di transizione per gestire la compagnia di bandiera fino a quando il controllo passerà dal Tesoro al nuovo azionista. Sembra essere questa la strada prescelta da via XX Settembre per affrontare la situazione ai vertici apertasi con le dimissioni del presidente di Air France, Spinetta. Dimissioni cui ha fatto seguito l'uscita di Cimoli dal cda della compagnia francese, dove sedeva (parallelamente a Spinetta) in virtù dello scambio azionario del 2% tra le compagnie. La mossa di Spinetta ha determinato la decadenza del cda di Alitalia, con la convocazione dell'assemblea da parte del collegio sindacale per la nomina del nuovo board, che dovrebbe cadere intorno al 20 febbraio. Intanto, per gestire l'ordinaria amministrazione restano alla guida i due componenti superstiti del cda, Giancarlo Cimoli e Giovanni Sabatini nominato dal ministero dell'Economia. Il cda che scaturirà dall'assemblea dei soci dovrebbe essere quindi leggero, a tre-quattro membri, dovrebbe avere un mandato a tempo, quello necessario a traghettare l'ex compagnia di bandiera in fase di privatizzazione, fino all'ingresso del nuovo azionista. Il ministro dei Trasporti Bianchi non ha nascosto la preoccupazione per la situazione di vuoto ai vertici, ma ha invitato a guardare oltre: per la data dell'assemblea, quando si saprà chi è interessato ad acquisire io controllo della compagnia. Critiche invece per i troppi paletti posti dal bando, sono giunte dal numero Uno della Iata, Giovanni Bisignani: «Rendono Alitalia assolutamente inappetibile». L'attesa per la presentazione della manifestazioni d'interesse, mentre si intensificano le voci di una possibile presenza di Lufthansa, in concorrenza con l'eventuale offerta di Air France-Klm, giovano al titolo Alitalia che ha chiuso in positivo +0,28%, a 1,06 euro.