Marchionne: «Nel settore c’è troppa capacità produttiva»
ROMA - La pesante crisi del mercato e l’enorme sovraccapacità produttiva delle fabbriche europee mettono sotto forte pressione i costruttori di auto. In un intervista all’Herald Tribune Sergio Marchionne ha attaccato la politica commerciale del gruppo Volkswagen, il più grande del continente che è ormai a un passo dalla leadership mondiale: «Gli sconti aggressivi messi in atto da Wolfsburg sono un bagno di sangue sui prezzi e sui margini».
Il manager che guida l’alleanza Fiat-Chrysler è stato molto pessimista anche sull’evolversi della situazione: «Non l’ho mai vista così brutta: c’è un eccesso di capacità produttiva e di personale impiegato, esacerbato dalla rigidità del mercato del lavoro che la crisi sta peggiorando».
Non è la prima volta che ci sono attriti fra i due storici rivali, entrambi protagonisti dello scenario globale, ma in questa fase con ruoli diversi. Fiat, che ora può contare sulla forte crescita di Chrysler in Nord America, deve gestire una difficile situazione in Europa e, soprattutto, in Italia dove il mercato è tornato ai livelli di 30 anni fa.
Oltre alle due sponde dell’Atlantico la casa italiana ha posizioni molto solide in Brasile, ma deve ancora farsi spazio in mercati emergenti come la Russia, l’India e, in particolare, la Cina. Anche qualche mese fa al salone di Ginevra Marchionne aveva messo in dubbio le performance di Volkswagen nel nostro continente: «Attualmente nessuno fa profitti in Europa».
Il gigante tedesco ha però annunciato una semestrale da favola: l’utile operativo è salito del 7% a 6,49 miliardi di euro, il fatturato è andato oltre le previsioni degli analisti, raggiungendo i 95,4 miliardi di euro (più 23%, che si somma al più 25,6% messo a segno nell’intero 2011) e per la prima volta nella sua storia ha consegnato oltre 4,5 milioni di veicoli nel primo semestre. L’amministratore delegato del Lingotto, che attualmente è anche il presidente dell’Acea (l’Associazione dei costruttori europei), ha ribadito la sua ricetta per tentare di superare la crisi: «Serve un intervento dell’Unione Europea che dovrebbe coordinare una razionalizzazione di tutte le aziende del settore. Quelli che non si sono mossi in questo senso sono francesi e tedeschi, non hanno minimamente ridotto la loro capacità».
Proprio con i francesi di Peugeot-Citroen Fiat ha raggiunto l’accordo per trasferire agli ex soci la quota che la casa italiana aveva in Sevel Nord. PSA continuerà a produrre veicoli per Fiat fino al 2016, ma già dal prossimo anno lo farà anche per Toyota. Mentre il sottosegretario allo Sviluppo Economico De Vincenti ha riferito in Commissione Lavoro che il governo segue la situazione degli stabilimenti Fiat con grande attenzione e verificherà gli impegni del progetto Fabbrica Italia, le strategie di Marchionne trovano consensi in Italia e all’estero. Un report di Mediobanca sostiene che le difficoltà di PSA e Ford in Europa danno ragione a Marchionne che ha dichiarato l’inutilità di lanciare nuovi modelli in questa fase. Anche Forbes ha scritto che «prima Marchionne era il solo a sostenere certe posizioni, ora avrà un grande seguito».