La cooperativa Terremerse, allora guidata dal fratello Giovanni, aveva ricevuto nel 2006 un finanziamento di un milione dalla Regione per la costruzione di una cantina vinicola. Il presidente è accusato di falso ideologico per le dichiarazioni contenute nella memoria consegnata ai pm. Le sue parole: "Non ho commesso alcun reato”. Il suo legale: "E' un grave errore, vicenda sconcertante. Ma si chiarirà tutto". Udienza preliminare il 7 novembre
"Mi presenterò davanti al giudice con piena fiducia, perché così si chiarirà che non ho commesso alcun reato. Sono certo di ciò che ho fatto e faccio da presidente di Regione e non ho mai favorito o sfavorito qualcuno". Così il governatore Vasco Errani commenta la richiesta - di cui scrive il Corriere della Sera - della Procura di Bologna di rinvio a giudizio per falso ideologico, nel merito dell'inchiesta che coinvolge la cooperativa guidata all'epoca dei fatti dal fratello Giovanni. Terremerse, cooperativa di Bagnacavallo (Ravenna) ottenne nel 2006 dalla Regione un finanziamento di un milione di euro per la costruzione di una cantina vinicola a Imola, ma secondo gli inquirenti i lavori non furono terminati nei tempi previsti, condizione necessaria per l'ok al finanziamento. E' stata la memoria inviata dal presidente dell'Emilia-Romagna a inguaiarlo: ora è accusato di falso ideologico. Secondo la Procura di Bologna, infatti, Errani, in concorso con due dirigenti (Valtiero Mazzotti, direttore generale dell'Agricoltura della Regione, e Filomena Terzini, direttore degli Affari generali di viale Aldo Moro), avrebbe occultato informazioni per favorire così il fratello. Il suo legale parla di "paradosso".
L'accusa: falso ideologico. Errani ha scoperto di essere indagato lo scorso 16 marzo, a conclusione delle indagini su Terremerse. A seguito di un articolo pubblicato dal Giornale nel 2009, in cui si metteva in dubbio la liceità del finanziamento alla cooperativa guidata allora da Giovanni Errani, il fratello Vasco, già governatore dell'Emilia-Romagna, fece compilare a Terzini, coadiuvata da Mazzotti, una relazione da inoltrare alla Procura con lo scopo di fare chiarezza. Ma quella relazione, accusano i pm, contiene dettagli non corrispondenti al vero, allo scopo, sostiene la Procura, di ammorbidire la situazione.
L'avvocato: "E' un grave errore, vicenda sconcertante". "A mio avviso la Procura di Bologna ha commesso un grave errore formulando la richiesta di rinvio a giudizio" nei confronti di Errani, commenta il suo legale Alessandro Gamberini, che parla di una "vicenda sconcertante" e respinge ogni addebito. Errani, indagato per falso ideologico, a inizio giugno e' stato anche sentito dalla Procura. All'udienza, fissata per il 7 novembre, prosegue Gamberini, "sono convinto che, davanti al giudice, si chiarirà tutto". Il legale ricorda inoltre che "appena è sorto il sospetto di una presunta irregolarità il presidente Errani ha fatto subito un esposto in Procura. L'indagine dunque è nata grazie al suo esposto, e se ora si dice che si voleva ingannare la Procura siamo nel paradosso. Ci si aspetterebbe dalla Procura un esercizio più prudente dell'azione penale, prima di procedere mettendo in difficoltà l'esercizio di un'alta funzione pubblica". Errani era stato sentito - ma la notizia non era trapelata sino ad oggi - circa un mese fa dal Procuratore e dalla pm Antonella Scandellari.
La Procura: "Inchiesta completa e tempestiva". La Procura replica alle accuse dell'avvocato di Errani ("grave errore") sottolineando come "al termine dell'esito dell'esame del materiale investigativo, abbiamo ritenuto che gli elementi acquisiti siano idonei a sostenere l'accusa in giudizio, dopodiché sarà il giudice a stabilire se gli elementi siano idonei o meno" per aprire la fase processuale. Sono le aprole pronunciate dal procuratore capo della Repubblica di Bologna, Roberto Alfonso. "Questa è la fisiologia del processo" aggiunge Alfonso, precisando che l'inchiesta è stata finora condotta "con grande serietà e a noi sembra completa e tempestiva". Insomma, "abbiamo valutato il materiale raccolto - conclude Alfonso - e abbiamo ritenuto che quella era la scelta che l'ufficio doveva fare".
Gli altri rinvii a giudizio. La Guardia di finanza aveva confiscato nei mesi scorsi beni per un milione di euro. Nel complesso erano nove gli indagati, e oggi, assieme a Errani è stato richiesto il rinvio a giudizio pure per il progettista e il direttore dei lavori della cantina, in concorso con Giovanni Errani, per gli attuali responsabili della società e per un collaboratore dell'ufficio aiuti alle imprese della regione.
Vicinanza a Errani. Il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, prende carta e penna per sottolineare che "Vasco Errani è una persona di onestà cristallina. Voglio dirlo con la forza tranquilla che è indispensabile in frangenti così importanti. Non ho proprio bisogno di usare giri di parole. Sono testimone diretto del suo lavoro di amministratore integerrimo e sono certo che tutto sarà chiarito. Mi rivolgo direttamente agli elettori del centro-sinistra e a tutti i cittadini: potete stare sereni e sicuri sulla correttezza del Presidente Errani". Il capogruppo Pd in Regione, Marco Monari, parla di "debolezza degli argomenti" della richiesta di rinvio a giudizio, ed è certo che "emergerà al di là di ogni dubbio la correttezza e la trasparenza di come Errani ha operato". Il segretario provinciale del Pd Raffaele Donini: "Ribadisco la mia piena fiducia nel lavoro della magistratura e l'assoluta convinzione che saranno totalmente provate la limpidezza e la correttezza dell'operato del presidente Errani". Il sindaco di Bologna Virginio Merola precisa come Errani sia "una persona che ha sempre messo l'interesse dell'istituzione davanti a tutto. Non ho dubbi sulla sua innocenza". "Sono certo- dice Merola- che il presidente Errani saprà chiarire al meglio la sua posizione. Esprimo altresì fiducia nella magistratura, attendiamo la fine delle indagini"
"Il governatore si dimetta". Il consigliere regionale del Movimento cinque stelle Giovanni Favia dichiara che se Vasco Errani sarà rinviato a giudizio dovrà dimettersi: ''Dovrebbe farlo a tutela del lavoro che sta svolgendo come commissario straordinario'' per l'emergenza terremoto. Un incarico, prosegue l'esponente grillino, ''per il quale è necessaria tutta la forza, l'impegno e la serenità che, se coinvolto in un processo, rischia di non poter dare''. Nei giorni scorsi per il medesimo motivo dal M5S era arrivata allo stesso Errani la richiesta di dimettersi dalla poltrona di presidente della conferenza Stato-Regioni.
La Lega: "Dimissioni subito". "La richiesta di rinvio a giudizio per falso ideologico a carico di Vasco Errani pone un problema di opportunità e di credibilità politica per l'attuale presidente della Regione. In un momento così delicato, in cui Errani è chiamato anche a gestire l'emergenza terremoto, è inammissibile che possa rimanere dov'è". Lo affermano, in una nota, i consiglieri regionali della Lega Nord in Emilia-Romagna, che ribadiscono "la necessità di andare al voto" a ottobre e chiedono al presidente Errani "di riferire al più presto in aula sulla vicenda". "Fermi restando la presunzione di innocenza e la fiducia nell'operato della magistratura - aggiunge il Carroccio - la vicenda Terremerse ha creato più di un imbarazzo. Ricordiamo che la Regione ha già deciso di agire e di chiedere la restituzione del finanziamento di un milione dato a Terremerse. Più altri 353 mila euro a titolo di interessi. La struttura è contro la sua guida. In queste condizioni non si può andare avanti. Dimissioni subito".