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Data: 26/04/2006
Testata giornalistica: Ansa
Autostrade: Anas convoca Gamberale per fine settimina


(ROMA - Si annuncia lunga e meticolosa l'audizione che attende Vito Gamberale, presidente di Autostrade per l'Italia (societa' concessionaria) e ad di Autostrade SpA, nella sede dell'Anas, alla presenza dei vertici della societa'. L'incontro non e' stato ancora fissato, ma e' in programma sicuramente fra venerdi' 28 e sabato 29 aprile, e comunque prima del 2 maggio. Le fusione per incorporazione di Autostrade Spa nella spagnola Abertis sta suscitando rilevanti questioni giuridiche per le quali non esiste una risposta sotto il profilo del diritto comunitario, dal momento che ogni Paese della Ue disciplina con leggi e normative proprie i diritti di concessione di un servizio o di un bene pubblico. Autostrade Spa, la societa' oggetto dell'operazione finanziaria, e' una holding nella cui pancia si trova Autostrade per l'Italia, vale a dire la societa' titolare della concessione da parte di Anas relativa a oltre 3.800 chilometri di autostrade e valida fino al 2030. L'Anas ha affidato i suoi dubbi e le sue perplessita' sull' operazione a una nota dettagliata quanto sintetica diffusa nel pomeriggio di lunedi' 24 aprile: dopo di allora e' scesa una cortina di silenzio intorno ai vertici di via Monzambano. Nella nota, pero', sono gia' evidenti i quesiti sui quali Anas attende risposte chiare e impegnative da parte di Autostrade Spa: come e in che modo sara' rispettato il piano industriale e finanziario, che e' parte integrante e vincolante del titolo concessorio di Autostrade per l'Italia? Una societa' con sede legale a Barcellona, e' soggetta alle norme del diritto societario spagnolo oppure risponde al diritto italiano attraverso la sua 'filiale' italiana Autostrade Spa? E il capitale sociale della nuova societa' dove trova residenza? L'articolo 5 della convenzione stipulata fra Anas e Autostrade per l'Italia stabilisce che la societa' concessionaria deve comunicare alla societa' concedente ogni passaggio di azioni superiore al 2% del capitale. Nel caso Autostrade-Abertis si realizza invece una trasmigrazione di azioni nella misura del 100% e questa circostanza - sottolineata nella nota dell'Anas - e' stata appresa dalla concedente solo attraverso la stampa. I giuristi sono alle prese in queste ore con due sentenze del Consiglio di Stato - emesse nel '97 e nel '98 - che sono la base di diritto sulla quale opera l'Anas nella sua attivita' di societa' concedente. C'e' da osservare che la vicenda Autostrade-Abertis cade in un momento di transizione sul piano politico e in questa fase Anas viene a trovarsi sotto i riflettori nel ruolo di baluardo degli interessi non soltanto nazionali ma piu' precisamente 'pubblici'. Non e' difficile ipotizzare che ai vertici di Autostrade per l'Italia verra' ricordato con fermezza che la concessione e' all'uso gestionario del bene pubblico ma non alla sua alienazione, trattandosi di un bene incedibile senza un preciso atto di indirizzo del potere politico

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