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Pescara, 19/06/2026
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28/07/2012
La Repubblica
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Guerra tra privati, Ast in agonia. L'azienda paralizzata dai contenziosi. E finiscono i soldi per la nafta. Il carburante basterà per altri due giorni. |
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IL RISCHIO è dietro l'angolo. Due giorni ancora e poi non ci saranno più soldi neanche per pagare il carburante degli autobus. Il futuro dell'Ast è sempre più avvolto nell'incertezza. Già da settimanea Palermoe provincia alcuni dirigenti sono costretti a stornare dai proventi dei biglietti i soldi necessari per fare il pieno ai mezzi, alcuni dei quali sono fermi da mesi in attesa di manutenzione. Con il taglio del 20 per cento del contratto di servizio della Regione, debiti accertati per 20 milioni di euro, e altrettanti crediti vantati dall'azienda, i soldi ormai sono finiti. E la Regione non ha ancora approvato il bilancio consuntivo dell'Ast del 2011, causando il mancato trasferimento di 7 milioni di euro. Stessa situazione per quanto riguarda il bilancio previsionale del 2012, la cui mancata approvazione priva l'azienda di ulteriori 12 milioni. A rischio non sono solo gli spostamenti di migliaia di passeggeri siciliani ma anche gli stipendi dei 945 dipendenti della società. Quelli di luglio arriveranno sicuramente in ritardo. «Dobbiamo difendere un patrimonio della Regione - dice Roberto De Benedictis, vice capogruppo del Pd all'Ars - è inconcepibile che si sia arrivati a una situazione di così grave crisi». Così, come un vaso di Pandora, la vicenda Ast racchiude in sé questioni che ne tengono dentro altre: la prima fra tutte riguarda la fusione dell'azienda con le sue tre società satellite (Jonica traspo rti, Ast aereoservizi e Ast sistemi). Già il 30 gennaio scorso, il consiglio di gestione alla presenza del socio unico della società, la Regione, aveva deliberato la prima fusione con la Jonica trasporti. Società partecipata con il 49 per cento del capitale appartenente alla società Msa (Mediterr Shock Absorbers) di proprietà dal presidente della Confindustria siciliana Antonello Montante. Decisione che aveva fatto scattare il ricorso di due concorrenti, la Camarda & Drago e la cooperativa Autotrasportatori riberesi entrambe interessate a partecipare a un eventuale gara di assegnazione del servizio. Un fuoco di fila che ha così prodotto una situazione di instabilità e incertezza. A rischio c'è il futuro immediato dell'azienda. Ora la Regione ha chiesto un secondo parere all'Avvocatura dello stato: «Dobbiamo attendere gli sviluppi della vicenda - spiega l'assessore all'economia Gaetano Armao - non possiamo prendere alcuna decisione in materia di bilanci». E così mentre l'Ast rischia di affondare nei debiti già da qualche settimana si discute di un possibile passaggio ai privati. Voci di corridoio all'interno dell'Ars parlano di un fallimento pilotato per favorire gli interessi di qualche imprenditore locale. Chi non ha mai nascosto il proprio interesse a rilevare alcuni servizi dell'azienda regionale dei trasporti è l' Anav Sicilia. Già nel 2009 il presidente Antonio Graffagnini si era esposto pubblicamente, scrivendo una lettera al governatore Lombardo. L'Associazione nazionale autotrasporto si rendeva disponibile ad assumere in gestione gli attuali servizi di autotrasporto, utilizzando parte del personale: «Abbiamo sempre guardato con interesse - dice Graffagnini - le vicende che riguardano l'Ast». La proposta a distanza di quasi tre anni è sempre la stessa: «Siamo disponibili - spiega il presidente - a rilevare alcuni servizi che fornisce l'Ast senza chiedere alcun contributo di capitalizzazione che la Regione ogni anno è costretta a emettere per ripianare i disastrati bilanci dell'azienda». L'Anav si "accontenterebbe" del contributo regionale che ammonterebbe a 18-19 milioni di euro l'anno: «Questo- conclude Graffagnini - significherebbe un risparmio del 35 per cento per le casse regionali». Intanto però dentro l'Ars cresce il fermento. Quali soluzioni adottare ora per non rischiare il completo crac? Proprio qualche giorno fa Marco Falcone, deputato Pdl all'Ars aveva presentato un'interrogazione parlamentare proprio sul tema Ast. Chiedeva al governo della Regione «quali iniziative intendesse adottare per evitare il fallimento dell'Azienda siciliana trasporti e per permettere il ripristino di tutte le tratte cancellate o ridotte. È incredibile - scrive Falcone nel testo - che un'azienda a partecipazione regionale, impegnata nell'erogazione di un servizio di vitale importanza come il trasporto pubblico urbano ed extraurbano sia sull'orlo del fallimento per una gestione infelice e azzardata». Facendo un passo indietro si scopre poi che in un emendamento dell'aprile scorso presentato a Palazzo dei Normanni era stata anche avanzata l'ipotesi di eliminare il trasporto pubblico dai settori strategici della Regione. «Occorre valutare seriamente - scrive il deputato regionale del Pd Giovanni Barbagallo in una lettera inviata il 4 aprile scorso al presidente della regione Lombardo e all'assessore Armao - l'ipotesi di mantenere un'azienda a partecipazione regionale nel settore del trasporto locale. Qualsiasi operazione di vendita deve essere, in ogni caso, preceduta da un'attenta analisi del trasporto pubblico locale in Sicilia e deve maturare attraverso un confronto con le imprese del settore e le organizzazioni sindacali»..
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