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Data: 28/07/2012
Testata giornalistica: La Sicilia
La Regione da una parte taglia e dall'altra stanzia nuovi fondi

Palermo. Insorgono gli armatori impegnati nei collegamenti con le isole minori e insorgono i titolari dell'autotrasporto pubblico locale. La commissione Bilancio dell'Ars, come riferito ieri, nel quadro della spending review presentata dal governo della Regione, sebbene abbia mantenuto i tagli previsti, ha proceduto allo stanziamento di 3 milioni e mezzo per i trasporti marittimi 10 milioni per il trasporto urbano. Due categorie in pieno fermento. Per il trasporto pubblico locale, mercoledì l'assessore alle Infrastrutture e Mobilità, Andrea Vecchio, e i rappresentanti dell'Associazione nazionale autotrasporto viaggiatori si troveranno attorno allo stesso tavolo per mettere a punto una soluzione organica che possa risolvere il problema dei collegamenti interurbani cui sono interessati migliaia di studenti e lavoratori pendolari. Problema dalle ormai ultradecennali soluzioni incompiute che fa il paio con le opera pubbliche iniziate e mai finite denunciate nei giorni scorsi dello stesso assessore Vecchio. È chiaro che, se il presidente della Regione Lombardo, come è confermato, si dimetterà il 31 luglio, da quel momento il governo si dovrà limitare all'ordinaria amministrazione. Ma si può intervenire in via amministrativa e, posto che l'Ars non potrà più legiferare, anche con una piattaforma da normare con la prossima legislatura. Secondo il presidente regionale dell'Anav, Antonio Graffagnini, «la Regione Siciliana invece di togliere gli sprechi decide di tagliare i servizi ai cittadini e chiede alle aziende di trasporto pubblico locale di eliminare il 20% dei collegamenti». Graffagnini aggiunge: «I siciliani che non hanno servizi pubblici alternativi, non avendo la ferrovia adeguata rete, soffrendo di rincari di carburanti per i mezzi privati, non potranno usufruire degli attuali servizi pubblici per raggiungere ospedali, scuole, luoghi di lavoro, tribunali, prefetture, uffici amministrativi, zone commerciali e molto altro». Una sorta di promemoria per l'assessore Vecchio che, comunque, sembra sensibile verso i collegamenti per via del trasporto pubblico urbano. Aggiunge Graffagnini: «È illogico ed irrazionale che la Regione Siciliana non porti come fiore all'occhiello questo sistema di efficienza dei trasporti, in cui i contributi coprono il 35 per cento dei costi (contro il 50% delle altre regioni) e in cui la spesa per l'acquisto di autobus è a totale carico degli operatori privati e non della collettività come accade altrove. In Sicilia, il corrispettivo di base per chilometro è il più basso d'Italia. Quindi, appare illogico e irrazionale mutilare un comparto che costa così poco e che serve così tanto ai siciliani. Ci si chiede: quale altro interesse può prevalere su quello dei cittadini? ».

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