Sanità. Emendamento per alzare l’addizionale nelle Regioni in rosso. Il governatore fa chiarezza e smentisce
PESCARA - Chiodi lo dice subito: «Non ci avvarremo di questo emendamento, non ne abbiamo bisogno». Ma il chiarimento del governatore era d'obbligo dopo il provvedimento licenziato la sera prima dalla commissione Bilancio del Senato: le otto Regioni sottoposte al piano di rientro sanitario, tra cui l'Abruzzo, potranno anticipare al 2013 l'aumento dell'addizionale Irpef previsto per il 2014. Una bella botta per i cittadini, perché l'incremento dell'aliquota sul reddito delle persone fisiche potrebbe raddoppiare: dallo 0,5 all'1,1%. Va anche detto che l'anticipazione, una volta completato l'iter parlamentare, non sarà un obbligo imposto dalla spending review. Ogni Regione che intende avvalersene dovrà disporne con una legge propria. L'Abruzzo non lo farà e non è facile spiegare la grande contraddizione che sta vivendo: da un lato, annoverata tra le uniche quattro Regioni che si sono presentate al tavolo di monitoraggio nazionale sulla Sanità con i conti in attivo per il 2011. Dall'altro, ancora inserita tra le otto Regioni cosiddette «canaglia» sottoposte a commissariamento, nel caso dell'Abruzzo per una serie di inadempienze che non hanno però nulla a che vedere con gli aspetti contabili del bilancio sanitario.
In ogni caso vale l'assicurazione fornita ieri da Chiodi in una affollata conferenza stampa: «E' escluso l'aumento dell'addizionale Irpef. Anzi, per quel che riguarda la nostra regione andiamo nella direzione contraria». E subito un assist alla Uil che 24 ore prima, con il segretario Roberto Campo, aveva sollecitato la riduzione della pressione fiscale: «Siamo d'accordo a sederci insieme attorno a un tavolo per trovare il modo di ridurre la tassazione nel 2013».
Anche se non manca una nota di rammarico verso il mondo sindacale e quell'idea di concertazione che il governatore ha sempre trovato un po' retrò, superata dagli eventi e dalla congiuntura internazionale: «Voglio sottolineare, ancora una volta, che se oggi è possibile questo risultato è perché, già nel 2009, abbiamo posto le azioni per fare ciò che oggi dovrebbe fare il governo nazionale: abbattere la spesa pubblica per poter ridurre la tassazione. Il fatto è che quando lo abbiamo fatto noi ci siamo trovati soli...».
Chiodi torna sui 92 milioni di attivo del bilancio sanitario 2011, di cui 36 circa di avanzo economico. Fa una divagazione sulla grande industria che smantella i suoi stabilimenti nei distretti della regione, il caso Micron: «Qualcuno dice che le multinazionali stanno scappando dall'Abruzzo. In realtà stanno scappando dall'Italia». Come dire, non potete chiederci di portare tutte le croci, perché la situazione è quella che è. Anche se l'Abruzzo se la passa meglio di tanti altri: «Lo Svimez - spiega il governatore - ci dice che il pil della nostra regione crescerà quest'anno dell'1,4%, mentre la media del Paese è dello 0,4». Intanto nella sala azzurra della Regione continuano a scorrere le slide sui risultati positivi ottenuti dalle singole Asl: «Tutto ottenuto senza tagli monetari sui livelli di assistenza ma colpendo sprechi e vecchi privilegi», assicura Chiodi.