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Data: 28/07/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Università, per i fuoricorso tasse fino al raddoppio

Anche Bankitalia risparmierà su auto blu e buoni pasto

ROMA Resta il riordino delle Province, ossia il loro sostanziale dimezzamento, spunta un aumento delle tasse universitarie per i fuori corso, mentre le norme in materia di sanità sono state riviste e limate fino all’ultimo. Il decreto sulla revisione della spesa - cui la commissione Bilancio del Senato ha lavorato fino alla tarda serata di ieri in vista dell’approvazione - conserva il suo impianto originario, pur contenendo correzioni che in un modo o nell’altro prefigurano un aumento del prelievo per i cittadini.
Dopo il via libera alla possibilità per le Regioni in disavanzo sanitario di aumentare l’addizionale Irpef, ieri è toccato alle tasse universitarie. Gli atenei avranno la possibilità di ritoccarle in misura maggiore per gli studenti fuori corso, con incrementi graduati in base al reddito: oltre i 150 mila l’aumento potrà essere del 100 per cento, oltre i 90 mila del 50, fino a questa soglia del 25. I criteri precisi saranno comunque definiti con decreto ministeriale.
Novità positive invece per i docenti della scuola. È stato votato un emendamento dei relatori Giaretta (Pd) e Pichetto Fratin (Pdl) che recepisce una richiesta da tempo avanzata dalla categoria: la possibilità di essere esclusi dalla recente riforma delle pensioni, e dunque sfruttare le precedenti più favorevoli regole di uscita, in caso di maturazione dei requisiti non al 31 dicembre 2011, come tutti gli altri lavoratori, ma al 31 agosto di quest’anno. La diversità di trattamento si spiega con il fatto che i professori accedono alla pensione alla fine di un anno scolastico, dal primo settembre, indipendentemente dal mese di maturazione dei requisiti. Per loro quindi è la fine di agosto in qualche lo spartiacque tra un anno e l’altro.
In tema di risparmi di spesa è stato affrontato in commissione un nodo già emerso in altre manovre: il coinvolgimento della Banca d’Italia nelle misure di razionalizzazione. Via Nazionale infatti per il suo particolare status di componente del sistema europeo di banche centrali gode di una particolare autonomia: l’emendamento approvato indica allora che Bankitalia dovrà tenere conto delle norme su auto blu, buoni pasto e affitti, consulenze, pur non essendo direttamente obbligata a recepirle.
La commissione ha poi modificato, ma senza stravolgerla, la norma che dimezzerà di fatto le Province nelle Regioni a statuto ordinario (mentre dieci quelle di dieci grandi città daranno luogo ad altrettante aree metropolitane). La responsabilità di proporre un diverso assetto al proprio interno spetterà a ciascuna Regione. Non è passato invece il tentativo di salvare Terni, Isernia e Matera, ossia le Province la cui soppressione porterà le rispettive Regioni ad averne una sola.
Gli ultimi nodi da sciogliere nella serata di ieri riguardavano la sanità: la riformulazione dell’emendamento sulle farmacie ha impegnato l’intera giornata di ieri ma alla fine non ha soddisfatto Federfarma, che ora minaccia nuove giornate di mobilitazione.

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