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Pescara, 15/06/2026
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29/07/2012
Il Messaggero
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Province, bagarre sull’unione con Pescara. Teramo Nostra: «Proposta un’annessione violenta, a rischio enti e servizi»
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L’associazione polemizza sull’ordine del giorno approvato dall’assise civica del capoluogo adriatico
«Teramo capoluogo non si tocca. Giù le mani dalla nostra città». Questo il messaggio lanciato da Teramo Nostra che nei prossimi giorni farà affiggere manifesti in tutta la città. L’associazione scende in campo contro il «fronte politico bipartisan» che si è creato a Pescara, dove è stata presentata una mozione unitaria in consiglio comunale, proponendo «un’operazione violenta di annessione della nostra Provincia a quella di Pescara. Un colpo del genere - aggiunge il presidente dell’associazione Piero Chiarini - non è mai stato ricordato dall’Unità d’Italia ad oggi, se non quando, nel 1927, durante il regime dittatoriale, il fascista Giacomo Acerbo decretò lo scippo di ben 34 comuni da Teramo per la creazione della Provincia di Pescara». Teramo Nostra rimarca che Teramo sarebbe quindi l’unica provincia ad essere soppressa e annessa, così come Teramo sarebbe l’unica delle quattro città abruzzesi a veder sfumare il ruolo di capoluogo, con gravi conseguenze come la perdita di enti, uffici e servizi. Ed ecco allora l’originale e forse anacronistica proposta lanciata dall’associazione: «Non togliendo nulla alla popolosa città di Pescara - afferma Teramo Nostra in una nota - chiediamo che tornino alla provincia di Teramo i Comuni dell’area montana pescarese, sottratti nel 1927 e appartenenti al Parco Nazionale del Gran Sasso. Legittima richiesta, la nostra, che servirebbe a ridare alla nostra Provincia, quel numero sufficiente (350 mila abitanti) per continuare ad esistere e a svolgere la funzione di direzione provinciale». Teramo Nostra parla ancora di «legittima riacquisizione del territorio» e critica la proposta del presidente della Provincia di Ascoli Piero Celani che «pur di avere i numeri per salvare la sua Provincia, vorrebbe scipparci oggi i Comuni della Val Vibrata». Teramo Nostra lancia quindi un appello al presidente della Giunta regionale Gianni Chiodi e ai politici locali «Ci auguriamo - conclude l’associazione - che la stessa grinta mostrata dai consiglieri comunali pescaresi, nel difendere la loro città capoluogo, animi al più presto anche i politici teramani che ci dovrebbero rappresentare nelle istituzioni, finora attendisti dormienti o persino compiacenti».
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